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Nel 1454, quando Giovanni I Ventimiglia decise di trasferire la propria residenza dalla fredda e nebbiosa Geraci alla più soleggiata Castelbuono, portò con sé la sacra reliquia di Sant’Anna che la sua famiglia possedeva dal IX secolo. I castelbuonesi avevano già non uno ma due patroni – Santa Venera e il beato Guglielmo – e dunque, sebbene certamente soddisfatti all’idea di avere una preziosa reliquia nel proprio paese, non diedero a Sant’Anna un posto particolare. Le cose cambiarono circa centocinquant’anni dopo, precisamente nel 1592: un violento incendio minacciava di distruggere il paese e, poiché suppliche e preghiere ai patroni non erano stati sufficienti, si decise di ricorrere all’intercessione anche di Sant’Anna. Organizzata la processione, la reliquia fu condotta innanzi al fronte del fuoco che, effettivamente, si estinse. La devozione, invece, crebbe ma non abbastanza da “scalzare” gli altri due patroni.
Qualche anno dopo, nel 1603, un monaco detenuto nel castello di Castelbuono, tale Giovanni da Tusa, ottenne di poter officiare messa nella cappella palatina. Una volta uscito dalle segrete si finse pazzo e riuscì a fuggire. Solo il 25 luglio di quell’anno, quando fu il momento di andare a prendere la reliqui di Sant’Anna per la sua festa, si scoprì che il frate l’aveva rubata. Il principe Giovanni Ventimiglia mise sottosopra la Sicilia intera, per ritrovarlo e alla fine ci riuscì: Da Tusa si trovava a Messina, in fin di vita. Prima di spirare riuscì solo a dire “Santa Lucia”. Un messaggio troppo criptico, e in effetti non portò a nulla: la reliquia era sparita. Rassegnati, i Ventimiglia richiesero una nuova reliquia ma essa tardava ad arrivare. Finché un giorno giunse notizia che nell’orto del convento di Santa Lucia al Borgo, a Palermo, era stato rinvenuta una reliquia di Sant’Anna. Il principe si precipitò nella capitale e, dopo una serie di complicazioni, riuscì a dimostrare che era proprio la sua.
Il giubilo della popolazione al rientro del principe con la reliquia fu tale che Sant’Anna fu senz’altro proclamata patrona principale di Castelbuono. santanna
La cappella fu rinnovata e doviziosamente decorata per accogliere degnamente, in un’urna d’argento, la reliquia ritrovata. Da allora, ogni anno, dieci giorni di luglio sono dedicati alla celebrazione della santa. Si comincia il 17, con la novena, durante la quale una statua della Santa viene portata in processione da quattro persone appartenenti alle confraternite religiose locali per le vie della cittadina. La processione della reliquia, invece, si svolge il 27 luglio, con grande concorso di popolo. La festa prevede anche una rievocazione storica in costumi d’epoca (25 luglio); la gara podistica di Castelbuono, la più antica corsa su strada d’Europa (26 luglio); spettacoli musicali e di cabaret.
Un’occasione eccellente, insomma, per andare a Castelbuono che, a parte tutto, è davvero una cittadina graziosa, raccolta e ben tenuta, con gradevoli monumenti e un paio di musei di tutto rispetto come il Museo Civico. Proprio qui l’artista Desideria Burgio ha appena presentato il suo progetto SANTANNA, realizzato appositamente per il Museo. Si tratta di una collezione di bijoux ispirati all’iconografia di Sant’Anna e ai gioielli storici del Casato dei Ventimiglia, conservati nello stesso Museo Civico
Monili artigianali intrisi di un’aura di devozione popolare e che si rifanno anche alla tradizione folkloristica siciliana mettendo insieme specchietti, strass, campanelli e perline colorate. La collezione è arricchita da borsette e magliette e si acquista in esclusiva nel bookshop del museo che è aperto da martedì a domenica ore 9.30-13.30/15.30-19.30. Il museo si trova all’interno del Castello dei Ventimiglia in piazza Castello, telefono: 0921.671211

Autore

Maria Cristina Castellucci