A Marsala si va solitamente per il buon vino che qui viene prodotto, ma non c’è solo questo! Alle spalle della Chiesa Madre, un piccolo museo custodisce un tesoro preziosissimo.

“Octo peccia pannorum de razza laborata serico et lana in quibus consistit historia distructionis Jerusalem”. Così recita l’atto pubblico del 10 luglio del 1589 che collazionava i beni di monsignor Antonio Lombardo, Arcivescovo di Messina, donati alla Chiesa Madre di Marsala. Otto arazzi in cui si racconta la storia della caduta di Gerusalemme per mano dei Romani, otto splendide opere d’arte, tutte intessute con stupefacente maestria.

Gli arazzi oggi sono protagonisti di un piccolo museo a loro dedicato, realizzato in una vecchia casa mercantile. Sono tutti di grandi o grandissime dimensioni: il più piccolo misura 253 x 354 cm, il più grande 534 x 354. Tutt’intorno hanno il medesimo bordo, un fregio con festoni e figure con trame simili che si adattano a ciascuna scena riprodotta, e tutti riproducono il marchio a forma di scudo fiancheggiato da due B, un marchio che fa ritenere gli arazzi di matrice fiamminga e provenienti da Bruxelles.

La storia della caduta di Gerusalemme è narrata attraverso otto scene ricche di dettagli: in ciascuno degli arazzi, intorno ai protagonisti della scena germogliano piante e fiori, si muovono servi, sacerdoti, soldati e animali, mentre sullo sfondo le montagne separano il centro della scena da un cielo colore dell’oro. Non c’è centimetro quadrato che non abbia un dettaglio, un particolare degno di annotazione.

Di questi otto pezzi unici vogliamo però raccontarvi anche la storia, davvero affascinate. Mentre era in navigazione nel Mediterraneo, la regina d’Inghilterra Maria Tudor venne coinvolta in una tempesta. La sua nave trovò rifugio a Marsala, e Sua Maestà venne ospitata da monsignor Lombardo. Tornata in patria, Maria divenne regina di Spagna sposando Filippo II, sovrano al quale tutte le città siciliane erano costrette a pagare grossi tributi. Marsala, che non poteva permettersi simili tasse, decise di inviare a Madrid il Lombardo, affinché ottenesse uno sconto. Il prelato fece addirittura di più: divenne cappellano di corte, proteggendo, con la sua vicinanza alla regina, la sua città. E quando giunse il tempo di far ritorno in Sicilia, Maria gli fece omaggio di questi arazzi.

Nel 1893, però, parte della Chiesa Madre di Marsala crollò, e gli arazzi – troppo ingombranti – furono messi in vendita. La notizia si diffuse in tutta Italia, e fu proprio l’attenzione suscitata dal numero di antiquari e studiosi che si mossero alla volta della cittadina a richiamare sul tesoro l’attenzione della Soprintendenza di Palermo, che ne impedì la vendita. Le otto tele vennero conservate tanto bene da essere dimenticate fino al 1934 ma, dopo qualche anno di luce, tornarono nell’oblio. Nel 1965, finalmente, furono stanziati i fondi per il loro restauro e solo negli ultimi tempi hanno finalmente trovato una loro residenza. (Emilia Gatti)

Informazioni. Museo degli Arazzi, Via Garraffa, 57 – tel. 0923 711327
Orari: dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 13 e dalle 16,30 alle 18; domenica e festivi dalle 9,30 alle 13
Ingresso: € 2,50

Autore

Redazione Sikania

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