Un tempo l’Opera dei Pupi era uno spettacolo quotidiano per i siciliani che si riunivano ogni sera per seguire le vicende di Orlando, Rinaldo, Bradamante e Angelica. Anche se oggi il posto di quei teatrini è stato preso da altre forme di intrattenimento, i pupi conservano il loro fascino.

L‘Opera dei Pupi, come rappresentazione degli scontri tra i cavalieri di Carlo Magno e i “cattivi” mori, vide la luce nella seconda metà dell’Ottocento: le marionette cavalleresche, con i tipici personaggi, servivano a rappresentare la sete di giustizia delle classi sociali meno fortunate. Le vicende erano tratte principalmente da soggetti cavallereschi come la Chansons de Geste, ma vi erano anche altri temi, da quello banditesco alle vicende delle famiglie aristocratiche. Le epiche vicende venivano narrate dai cuntisti, cantastorie ambulanti che un giorno dopo l’altro si esibivano davanti a un pubblico di affezionati ascoltatori. La fortuna del genere è legata anche alla sua vicinanza con certi codici di comportamento fortemente radicati nei siciliani, dal senso dell’onore alla lotta per la giustizia, valori che, pur nella forma semplice dell’Opra, venivano trasmessi e rinsaldati nella narrazione teatrale. Oggi, a questi soggetti se ne affiancano anche altri più fantasiosi, ad esempio i miti greci, che vengono rappresentati in un teatrino di Siracusa.

Ogni famiglia di pupari ha le proprie preferenze e tradizioni, le proprie tecniche per manovrare i pupi (che sono di dimensioni molto diverse, secondo le diverse zone della Sicilia), scenari e fondali dipinti a mano, religiosamente custoditi e tramandati. Anche la realizzazione delle marionette e delle diverse componenti della scenografia è una forma d’arte a sé, con una particolare specializzazione, trucchi e abilità. Ogni pupo deve essere fortemente caratterizzato.

Oggi, oltre ai pupari ancora attivi nell’isola, vi sono anche dei musei che custodiscono l’antica tradizione dell’Opra: fra essi il grande Museo delle Marionette di Palermo (Il MiMa, in cui sono esposti anche molti altri esempi di teatro di figura: l’attività di divulgazione del museo culmina ogni anno nel Festival di Morgana, il prossimo dall’8 al 12 novembre), recentemente insignito del Premio Icom – Italia, Museo dell’Anno 2017, il riconoscimento di maggior pregio del settore. Inoltre il Museo dei Pupi Siciliani di Caltagirone e il Museo dell’Opera dei Pupi di Sortino. In molti di questi musei vengono organizzate delle rappresentazioni più brevi e semplici, per un primo approccio con questa particolare forma teatrale.

Per il suo straordinario spessore culturale, nel 2001 l’Opra è stata inserita nell’Elenco dei Beni Immateriali dell’Umanità dell’UNESCO.

Autore

Maria Cristina Castellucci

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