La storia
Dopo essere stato abitato certamente a partire dal XII secolo a.C., il sito inizia la sua storia documentata quanto i Corinzi di Siracusa vi fondano Akrai nel 664 a.C. Città che cresce in bellezza e ricchezza tanto che tra il 210 e il 125 a.C. arriva persino a battere moneta. Giunti i Romani, la città divenne civitas stipendiaria. Distrutta dagli Arabi nell’827 d.C., la Palatiolum medievale sorse su un piccolo sperone roccioso sottostante ad opera dei Normanni che lasciano crescere attorno al castello un borgo che avrà il suo rifiorire grazie all’arrivo degli ordini religiosi attorno al XVI secolo. La struttura attuale della cittadina è la risultante della ricostruzione barocca avvenuta a seguito del terremoto del 1693.
Da vedere
Il sito archeologico > Dell’antica Akrai qui c’è ben più che il semplice ricordo: la città, con plateiai e stenopoi, si estende ancora oggi per circa 35 ettari a Ovest della odierna Palazzolo che visiteremo fra un po’.
C’è il bouleuterion, l’agorà e il teatro, nel quale si tiene ogni anno il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani organizzato con l’I.N.D.A. Ci sono le latomie dell’Intagliata e dell’Intagliatella, cave di pietra in cui si professava il culto dei defunti eroicizzati, e il basamento di un tempio, presumibilmente dedicato ad Afrodite.
Ci sono i Templi Ferali e, in contrada Santicello, una dozzina di sculture piuttosto rozze, i Santoni, che ci parlano dell’antico, sentitissimo culto per la dea Cibele.
In città > La Chiesa dell’Immacolata, annunciata dalla bella scalinata che conduce fin sotto all’originale facciata convessa, custodisce la statua della Madonna con Bambino del 1472 di Francesco Laurana.
La Chiesa Madre di San Nicola, costruita su una preesistente chiesa normanna, dalla facciata squadrata e poco movimentata, custodisce non poche opere d’arte, a cominciare dagli altari quasi tutti realizzati in preziosi marmi policromi e abbelliti da colonnine e bassorilievi. Tele di Olivio Sozzi, come quella delle Anime del Purgatorio, si affiancano a lavori di gran pregio come il Martirio di Sant’Ippolito da molti attribuito a Mario Minniti, o il bell’altare monumentale in cui si ammira il quadro di S. Nicolò di Mira del pittore Paolo Tanasi. Bella anche la statua del Cristo alla Colonna tra l’altare maggiore e la cappella di sinistra, e la Croce dipinta del XVI secolo.
La Chiesa di San Paolo, patrono di Palazzolo Acreide, è davvero scenografica. Riedificata nel Settecento con le elemosine, oggi è Patrimonio dell’Umanità e si offre con la splendida facciata barocca a torre, tre piani giocati con archi e alte colonne che terminano con l’elegantissima luce campanaria in alto. Le tre navate all’interno si allungano tra capolavori dell’arte religiosa, che si tratti di sculture, di tele o di dettagli architettonici, come quelli che sottolineano la originalità del quarto altare a sinistra che sembra sfidare ogni legge della fisica. L’attenzione, però, è subito convogliata verso l’altare maggiore, incorniciato da due grandi colonne tortili al cui centro, dietro alla grande tela del Crestadoro sulla Conversione di San Paolo, sbandiera la spada la statua del Titolare, intagliata sul legno nel 1567 da Vincenzo Lorefice.
La Chiesa dell’Annunziata ha un bellissimo prospetto che ne ha mantenuto in parte il sentimento dell’epoca in cui fu costruita, ovvero tra il XIII e il XIV secolo: per lei Antonello da Messina dipinse nel 1474 quell’Annunciazione che oggi viene custodita al Museo Bellomo di Siracusa. La facciata, ricostruita nel XVIII secolo, è riempita da splendide colonne tortili e una trabeazione intagliate con ricchissimi festoni di frutta. All’interno, una bellissima Madonna del Carmelo scolpita nel 1700 e l’altare maggiore con pregiatissimi intarsi marmorei a comporre figure floreali e di meravigliosi uccelli.
La Chiesa di San Sebastiano si alza sopra una monumentale scalinata che collega l’ingresso alla chiesa con il piano della piazza antistante, abbassato nel corso della ricostruzione post-terremoto. Completata definitivamente nel 1768, ha la facciata nella caratteristica forma di torre, con la parte centrale che si alza fino al terzo ordine della luce campanaria. All’interno, a tre navate, molte pregiate opere d’arte, tra cui una S. Margherita da Cortona da alcuni attribuito a Vito D’Anna, da altri a Olivio Sozzi.
La Chiesa di San Michele Arcangelo, riedificata dopo il sisma del 1693, si eleva, anch'essa, su una imponente scalinata. All'interno, suddiviso in tre navate, il quadro di San Michele - secentesco - nasconde la nicchia in cui è custodita la statua lignea del Santo.
La Chiesa di Sant'Antonio Abate, rimasta incompleta del secondo campanile dopo la ricustruzione settecentesca, è impreziosita da pregevoli opere in stucco dello scultore palazzolese Sebastiano Giuliano e, tra le altre opere d'arte, anche dai bassorilievi dei quattro medaglioni che rappresentano scene bibliche.
Tanti i palazzi sui quali bisogna focalizzare l’attenzione per avere contezza della ricchezza barocca di Palazzolo Acreide. Su corso Vittorio Emanuele prospettano i palazzi Pizzo, Puglisi Mortellaro e Judica, Palazzo Zocco su Piazza Umberto, e su via Garibaldi il Palazzo Iudica-Cafici (oggi Caruso) con la sua bellissima balconata che conta ben 27 mascheroni; Palazzo Ferla (oggi Pricone), dopo la via Maestranza.
Il quartiere medievale, ovvero quello denominato Castelvecchio poiché si espande attorno ai resti del castello (quel palatium da cui deriva il nome Palazzolo), recentemente restaurato e riaperto al pubblico. L'edificio fortificato sorse in anni normanni, e rimase dimora reale prima e baronale poi, modificandosi man mano che i secoli trascorrevano, fino al terribile 1693, anno in cui il terremoto rase al suolo molta parte della Sicilia centro-orientale.
I musei
In via Macchiavelli si apre la Casa Museo “Antonio Uccello”, prezioso sito in cui si custodiscono le tradizioni iblee, dall’Opra dei Pupi agli strumenti quotidiani della vita contadina (per info e prenotazioni tel. 091 881499).
In via Maestranza, di recente apertura, nel Palazzo Vaccaro il “Museo dei Viaggiatori in Sicilia”, esposizione permanente di incisioni originali, foto, libri antichi dell’epoca del Grand Tour settecentesco in Sicilia. Annessa all’esposizione è la biblioteca che, attraverso testi e consultazioni informatiche, documenta la storia del “viaggio in Sicilia”.
Feste religiose e popolari
A’Sciuta di San Paolo: cade il 29 giugno ed è una di quelle feste a cui non si può rinunciare. Alle 13, la statua si affaccia dall’alto della scalinata della “sua” chiesa e un diluvio di ‘nzareddi colora tutta la piazza (e buona parte delle strade limitrofe) ricoprendo tutto ciò che trova tra il cielo e la strada.
Festa di San Sebastiano: si festeggia il 20 gennaio, data in cui si commemora il martirio del santo, e poi dal 9 al 17 agosto, la "festa" vera e propria, che ha il cuo momento clou il 10, quando alle 13 una gran folla attende davanti la chiesa la sciuta del simulacro, accolto dalla piazza con una pioggia di 'nzareddi (strisce di carta colorata) e fuochi d'artificio.
Festa di San Michele Arcangelo: l'ultima domenica di settembre è dedicata al santo, festeggiato con il tradizionale “Festival della voce dei piccoli”.
Festa di Maria SS. Addolorata: viene festeggiata la terza domenica di settembre, ma già il sabato precedente si porta in processione il simulacro della Madonna che tiene tra le braccia il Cristo morto. In via Nicolò Zocco si tiene la mostra di pittura dei "madonnari"
Carnevale palazzolese: è uno dei più antichi della Sicilia, risalendo a quel periodo medievale in cui i baroni concedevano ai sudditi, prima della quaresima, la libertà di cantare e divertirsi. Oggi è uno dei maggiori eventi di Palazzolo, con le sue divertentissime sfilate di carri allegorici, con la folla di maschere grottesche e la musica che si fa dal vivo quasi in ogni angolo.
Agrimontana: è la festa dedicata alla promozione delle risorse del territorio e si tiene gli ultimi giorni di ottobre - in genere l'ultimo week-end. Si allestiscono stand lungo corso Vittorio Emanuele dove si possono degustare i sapori tradizionali, dalla salsiccia al miele, e si possono ammirare gli oggetti dell'artigianato tipico
Estate palazzolese: dalla fine giugno ai primi di settembre strade e piazze di Palazzolo diventano scenografie di una lunga serie di eventi, spettacoli, pieces teatrali.
Festival del Teatro Classico dei Giovani: la seconda metà di maggio, nel bel teatro greco, in collaborazione con la Fondazione INDA, la Provincia Regionale di Siracusa e INDA Sicilia srl, l'Amministrazione comunale è impegnata in una delle manifestazione di maggiore interesse per la scuola, dove protagonisti sono gli studenti (provenienti da tutta Italia e dall’estero) con il lavoro svolto durante i mesi precedenti
Natale: dai primi di dicembre e fino al 6 gennaio Palazzolo si anima con il Presepe Vivente e con il Concorso dei presepi.