La storia
Feudo delle potenti famiglie Moncada e Eredia, il borgo medievale di Sortino divenne nel 1477 proprietà della famiglia pisana Gaetani. Fortemente danneggiata durante il sisma del 1542 e poi rasa al suolo da quello del 1693, fu ricostruita sulla collina detta Cugno del Rizzo.
Da vedere
La
Chiesa del Collegio, del 1742, con la volta affrescata dal Crestadoro.
La Chiesa di San Giovanni Evangelista, la Matrice, con una imponente facciata che racconta benissimo tutta la ricchezza del barocco del 1734.
Possenti colonne incidono la parte centrale del prospetto, ricco di nicche e statue, che termina alla fine del secondo ordine con una elegante balconata dalla quale si affacciano le tre luci campanarie. Il portale, in bronzo, è sottolineato da due coppie di colonne tortili davvero belle. L’interno è impreziosito, oltre che con gli affreschi di Giuseppe Crestadoro, dalle tele della Deposizione e di San Michele attribuite a Vito D’Anna.
La Chiesa dell’Annunziata, dal prospetto semplice, è quasi del tutto affrescata dal Crestadoro, e custodisce all’altare maggiore una bella tavola d’ignoto che raffigura l’Annuciazione (1551).
Il Complesso di Montevergine, monastero e chiesa al cui interno, affrescato da Sebastiano Lo Monaco con la Cacciata dei Mercanti dal tempio e con il Trionfo della Fede. Il pavimento è in piastrelle di maiolica e raffigura la Pesca miracolosa.
La Chiesa di Santa Sofia, in pietra bianca, annunciata da una imponente scalinata che conduce fino al portale decorato con una coppia di belle colonne tortili. Al suo interno, una precisa statua lignea raffigurante San Francesco di Paola.
I musei
A casa do fascitraru, ovvero il Museo dell'apicoltura, è stato inaugurato qualche anno fa, aprendo al pubblico la casa di un apicoltore in cui è possibile fare la conoscenza degli attrezzi che rendono possibile la produzione di quello che è detto giustamente l’oro di Sortino. Non manca la ferula, la pianta con cui venivano assemblate le arnie (fascetri), né gli strumenti per la percolatura e per la spremitura (in via Gioberti, 5 – tel. 0931 952992).
Museo Civico dell’Opera dei Pupi raccoglie il meglio della tradizione iblea della collezione del puparo don Ignazio Puglisi. Oltre trenta pupi, il teatrino e tutte quelle strane macchine buone a fare ogni sorta di rumore (in corso Umberto – tel. 338 8833058)
Le feste
La sagra del miele si tiene ogni primo fine settimana di ottobre. Per tre giorni si festeggia il miele ibleo, le cui doti sono state cantate da Virgilio e Ovidio, con il quale si allestiscono decine di stand che offrono ai visitatori ogni tipo di miele qui prodotto e, ovviamente, i dolci che con il miele si preparano come i sanfurricchi, la pignoccata e i piretti.
Da gustare
Oltre al miele, che davvero vi consigliamo di gustare in almeno un paio di tipi, oltre all’olio d’oliva, ai formaggi e a tutti i prodotti di questa terra meravigliosa, non perdete il pizzolo, una sorta di pizza farcita con verdure o formaggi (ma anche con carne o pesce), oppure, nella versione dolce, con nutella, ricotta e miele, pistacchio o fragole.