Il Sole Luna Festival, alla sua 12ma edizione, raccoglie proiezioni, video-installazioni, fotografia e altro. La location è uno dei luoghi più spettacolari di Palermo, il Complesso dello Spasimo

Fino al 1995 molti palermitani non sapevano neanche che esistesse, lo Spasimo. L’antico complesso era praticamente sparito fra i palazzi e le chiese della Kalsa, a quell’epoca perlopiù fatiscenti, e sembrava destinato a un mesto abbandono che non teneva alcun conto del suo lungo e variegato passato: fondato nel 1509, lo Spasimo era nato come convento olivetano, ed era talmente ricco e importante che la pala d’altare era stata commissionata a Raffaello in persona (oggi al Prado di Madrid).

Qualche anno dopo l’inizio della costruzione, però, esigenze difensive spinsero il Senato ad acquistare tutta l’area: l’imperatore dei turchi Solimano II minacciava di assalire la città di Palermo e la zona in cui si trovava il complesso olivetano venne inglobata nelle nuove fortificazioni. Non fu l’unica trasformazione a cui il convento andò incontro. Nel 1582 divenne teatro e poi ancora lazzaretto, ospizio dei poveri e ospedale. Nel secolo scorso gli ambienti furono adibiti a magazzini (anche della neve che, proveniente dalle montagne, veniva utilizzata per preparare i gelati) e tali rimasero fino a quando l’alluvione del 1931, prima, e il terremoto del 1968, poi, li danneggiarono tanto che dovettero essere chiusi. Passarono vent’anni prima che ci si “accorgesse” dello Spasimo: nel 1988 vennero finalmente avviati i restauri che lo trasformarono in un simbolo della rinascita del centro storico e uno dei migliori esempi nel nostro paese di riutilizzo di un edificio monumentale.

Una settimana di documentari, musica, fotografia

L’occasione per visitare lo Spasimo, in questi giorni, è il Sole Luna Doc Film Fest che, alla 13ma edizione, vi si svolge da stasera a domenica. «Un’edizione più ricca del solito – dice la fondatrice Lucia Gotti Venturato – che trasformerà il Complesso di Santa Maria dello Spasimo in una cittadella del documentario e dell’arte con quattro sale di proiezione ad ingresso gratuito – Navata, Giardino e Sale Giardino – e più aree dedicate a mostre e installazioni». In particolare è stato organizzato Le arti in Festival, un focus dedicato all’arte contemporanea e declinato attraverso vari linguaggi espressivi: la fotografia con la mostra “Il Sacro degli Altri. Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia” di Attilio Russo e Giuseppe Muccio; la musica, con l’installazione sonora Crossfade di Davide Cairo e Francesco Novara ispirata ai suoni e ai popoli del Mediterraneo; e la video art con l’installazione dedicata ai lavori della giovane artista emergente, Martina Melilli, “protagonista esclusiva” all’interno del Ridotto della Sala Giardino nell’ambito della rassegna fuori concorso Renegotiating Identities che nei giorni successivi ospiterà altri artisti di calibro internazionale.

Le proiezioni inizieranno alle 19, con la proiezione dei primi cinque film in concorso, tutte première, e fra esse l’anteprima assoluta di “In the name of…” della regista malese Erlynee Kardany, presente alla proiezione. Per il programma completo, visita la pagina dedicata sul sito www.solelunadoc.org.

Autore

Redazione Sikania