Dopo il Venerdì Santo con le sue processioni e i rituali improntati al lutto, la domenica di Pasqua è finalmente il momento della gioia per la Resurrezione. Ancora una volta la Sicilia propone una quantità di eventi per celebrare la ricorrenza.

Gioia! Gioia! Gioia!

Cominciamo da Scicli, in provincia di Ragusa. Qui la domenica di Pasqua si celebra il Cristo Risorto, l’Uomo Vivo, localmente chiamato U Gioia. Tecnicamente è una processione della statua di Gesù, ma rispetto alle altre si distingue per la grande passione che accompagna la sfilata. I portatori, una moltitudine indefinita di giovani, estraggono la statua dalla sua nicchia dentro la chiesa di Santa Maria la Nova, sollevandola con le braccia tese, inclinandola da un lato e dall’altro, quasi con frenesia. Questa prima parte del rito, dentro la chiesa, dura più di un’ora, con la statua che ondeggia pericolosamente al grido di “Gioia! Gioia! Gioia!”: la felicità per l’avvenuta resurrezione è incontenibile.

Finalmente si esce dalla chiesa, dove il corteo viene accolto dal lancio di fiori dei fedeli. La statua percorrerà vie e piazze di Scicli per ore, con una pausa a metà giornata per riprendere dopo le 16 e proseguire fino a sera e al ritorno sul sagrato della chiesa dove la processione si conclude con la “girandola”, una serie di giri vorticosi.

Gli archi di Pasqua

A San Biagio Platani, un piccolo paese in provincia di Agrigento, la Pasqua è l’occasione per allestire gli Archi di Pane, grandi archi con cupole e campanili che vengono doviziosamente decorati dai membri delle due confraternite locali – i Madunnara e i Signurara – con forme di pane artisticamente modellate e sistemati sulla principale Corso Umberto. Al di sotto di essi la mattina di domenica si “incontreranno” Gesù risorto e la Madonna, in un tripudio di gioia popolare. La tradizione degli archi risale al Settecento, quando si formarono le due confraternite. Il lavoro viene svolto nelle settimane precedenti la Pasqua, in modo che gli archi siano pronti la domenica mattina. I materiali sono tutti naturali: canne e rami di salice, foglie e ramoscelli e, come accennato, forme di pane dal forte significato simbolico. La decorazione cambia sempre, ma la disposizione degli archi, che simulano una chiesa maestosa, rimane sempre la stessa. Quest’anno si potranno ammirare fino al 10 maggio. In paese, un Museo degli Archi illustra questa antica e bella tradizione.

Archi di Pasqua, San Biagio Platani

I Diavoli di Prizzi

Molto diversa la celebrazione pasquale di Prizzi, sebbene anche qui il momento culminante sia l’incontro fra Gesù e la Madre. L’evento prende il nome di Festa dei Diavoli, ed è uno degli appuntamenti in cui sono maggiormente evidenti gli aspetti antropologici che sottendono alla festa religiosa cristiana, e in particolare la lotta fra il bene e il male, la vita e la morte. Quest’ultima scende in campo di persona, per così dire, nel tentativo di impedire il ricongiungimento fra Cristo risorto e la Madonna, momento culminante della domenica dopo la mestizia del venerdì santo.

Ma prima di frapporsi fra i due – rappresentati da due statue portate a spalla dai fedeli – dà vita, insieme ai “diavoli”, a un pittoresco “balletto” per le vie del centro storico, cercando di “spaventare” i presenti. All’effetto pauroso contribuisce il costume, di un livido color giallo, e la maschera di cuoio, dalla quale sporgono lunghe zanne. I diavoli non sono da meno: vestiti di rosso porpora e con un’orrida pelliccia animale sulla testa, corna e lingua che spuntano dalla grande maschera ghignante, fanno tintinnare inquietanti catene di ferro e non esitano ad afferrare gli spettatori che capitano loro a tiro, addirittura arrampicandosi su per i balconi, sempre gremiti di pubblico. Per liberarsi di loro non resta che offrire denaro o dolciumi.

L’incontro ha luogo nella piazza principale nel pomeriggio. Dopo alcuni tentativi che vanno a vuoto, i simulacri di Gesù e la Madonna riescono a toccarsi e a “incastrare” fra loro i diavoli e la morte, che vengono trafitti dagli angeli che, con elmi e spade, sono posti a difesa del Bene.

‘A Giunta

Ci spostiamo nella provincia di Catania per un altro, pittoresco incontro: a Caltagirone lo scenario scelto è quello della magnifica scalinata di Santa Maria del Monte che, spesso utilizzata come palcoscenico, si trasforma stavolta in una tribuna per ospitare i devoti che vogliono assistere alla “Giunta”. Si tratta di una sacra rappresentazione che vede protagonisti San Pietro, la Madonna e Cristo Risorto. Alle 16,30 della domenica di Pasqua, la grande statua in cartapesta di San Pietro, cava all’interno per consentire a un vigoroso portatore di trasportarla sulle spalle, parte dall’omonima chiesa per annunciare la Resurrezione alla Madonna e, muovendosi fra quest’ultima e il risorto, fra vicoli e piazze del centro storico, cerca di propiziare l’incontro. Incontro che infine ha luogo sotto lo sguardo compiaciuto di san Pietro, ai piedi della bella scalinata, da dove poi parte la processione.

Autore

Redazione Sikania