Patrona molto amata di Siracusa, Santa Lucia viene festeggiata ogni anno il 13 dicembre con una solenne processione (e le immancabili mangiate, in questo caso di arancine e cuccìa)

Fu orribile, il martirio di Santa Lucia. Secondo una tradizione di epoca normanna, era una giovane siracusana di buona famiglia. La sua conversione al Cristianesimo coincise disgraziatamente con le persecuzioni di Diocleziano, sicché quando ruppe il proprio fidanzamento perché preferiva votarsi alla vita monastica, fu denunciata per “culto cristiano” dal giovane che aveva respinto. Si tentò di squartarla facendola trascinare da una coppia di buoi, poi la cosparsero di pece bollante e infine, visto che non moriva (sic!) la posero sulla brace ardente, sempre senza ottenere il risultato sperato. Fu infine un soldato, atterrito dalla miracolosa resistenza della ragazza alle torture, a pugnalarla e ucciderla. Secondo la tradizione il suo corpo fu sepolto in un arcosolio nelle catacombe cristiane di Siracusa, ma nel 1040 i bizantini al seguito di Giorgio Maniace ne prelevarono i resti e li portarono a Costantinopoli in una teca d’argento. Circa due secoli dopo, quando i crociati saccheggiarono le basiliche della città, le reliquie furono ancora una volta prelevate e portate via, questa volta a Venezia. Qui sono custodite da allora, nella chiesa di San Geremia, sebbene non manchino ripetuti appelli e petizioni perché vengano restituite a Siracusa. Nell’attesa, si rinnova comunque ogni 13 dicembre l’appuntamento con la grande festa patronale, da qualche tempo gemellata con i festeggiamenti svedesi che, com’è noto, sono particolarmente sentiti.

La statua d’argento della santa, che già da qualche giorno è stata estratta dalla cappella in Duomo in cui viene custodita durante l’anno, oggi alle 15,30 lascerà la chiesa e, accompagnata da una folta processione di fedeli, raggiungerà Santa Lucia al Sepolcro. Qui resterà fino al 20, quando, sempre in processione, verrà riportata in duomo.

Tante le manifestazioni “di contorno”, fra cui qui segnaliamo che il 12 sera, dopo i Vespri, i ragazzi dell’Alberghiero offriranno una degustazione di cuccìa, il caratteristico dolce di questa festa, a base di grano e crema di ricotta, mentre alle 21 si esibiranno in Duomo i ragazzi dei licei musicali di Stoccolma e Siracusa (al termine, si potranno gustare biscotti svedesi). Interessante la visita teatralizzata alle catacombe a cui si potrà partecipare il 15 e il 17, sempre alle 21. In pieno svolgimento il mercato di Santa Lucia, nei pressi della Chiesa del Sepolcro, ma anche, visto il periodo, il mercatino di Natale allestito da artisti locali in Largo Dicone (fino al 24 dicembre).

Chi non potrà essere a Siracusa può comunque consolarsi mangiando la cuccìa, reperibile nelle pasticcerie di tutta l’isola (a Palermo, provate quella dei Fratelli Magrì), e soprattutto le arancine, specialità “obbligatoria” di questa ricorrenza.

Autore

Redazione Sikania