Dalla torre di controllo affacciata sulla pista ai tre bunker della seconda guerra mondiale a Villa Natoli. E’ un viaggio nel cuore nascosto di Boccadifalco quello proposto per il primo anno da Le Vie dei Tesori che apre le porte dell’ex aeroporto militare, all’interno del quale sono stati ideati due percorsi distinti, visitabili da domani (5 ottobre) al 4 novembre, per i cinque weekend del Festival.

Negli ultimi anni sono stati scoperti tre rifugi antiaerei (l’ultimo pochi mesi addietro) che, con la torre di Boccadifalco seppur non ancora funzionante se non in termini didattici per le scuole, e incantato giardino di Villa Natoli, e gli hangar storici tra cui quello dell’Aero Club, noto come “Aviorimessa Saporiti S52”, permettono di comporre due interessanti percorsi di visita distinti, ambedue con ingresso da piazza Pietro Micca. Il primo percorso – ogni venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30, durata: 45 minuti. Non accessibile ai disabili – permetterà di visitare un primo rifugio antiaereo, una mostra fotografica storica e lo storico hangar dell’Aero Club che propone il battesimo del volo (ultimi posti prenotabili tramite form sul sito de Le Vie dei Tesori).

Il secondo percorso di visita – stesso ingresso nei medesimi giorni e orari, ma solo su prenotazione sul sito – sarà un viaggio più approfondito, su un bus navetta che consentirà di raggiungere le zone più lontane dall’ingresso principale. Comprende la torre di controllo dove si osserva dall’alto la pista asfaltata lunga 1224 metri e dove è allestita una preziosa mostra documentaria che racconta la storia dell’aeroporto, e con esso della storia dell’aviazione civile e militare in Sicilia; altri due bunker, uno dei quali – utilizzato anche come deposito munizioni – reca su una parete la scritta di un soldato americano. Chiude la visita, lo straordinario parco di Villa Natoli che dal 1817 al 1837 ospitò il primo “Orto sperimentale e di acclimatazione” (“concorrente” all’attuale Orto Botanico nel quale poi confluì), creato dal botanico campano Giovanni Gussone su incarico del Duca di Calabria. E qui, racconta un “Catalogus plantarum” del 1821, si scopre l’esistenza della prima Pomelia palermitana, accanto a 32 specie di acacia, dieci di acero, 24 di hybiscus, 38 di perlargonium, 25 di rosa, 41 di salvia, 30 di euforbie.

Itinerari inediti costruiti in collaborazione sia con l’Enac che gestisce l’aeroporto, che con tutte le realtà che operano al suo interno. Boccadifalco è una vera e propria piccola “città” attivissima che racchiude i presidi di Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri e del 118; o le sedi del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e dell’ AAA. Associazione Arma Aeronautica, oltre all’ Aero Club.

L’aeroporto risale a poco meno di un secolo fa eppure il nome Boccadifalco per i palermitani ha sempre indicato l’aeroporto militare, fino a poco tempo fa, blindato e protetto. La storia del volo a Palermo è datata 1910: è il grande sognatore Vincenzo Florio, creatore della mitica Targa, a contribuire all’organizzazione a Mondello Valdesi, della prima Grande Settimana d’Aviazione. E proprio durante questo evento, il piemontese Clemente Ravetto sul suo velivolo Voisin riuscì ad effettuare un volo di poche centinaia di metri e della durata di una manciata di minuti, sufficienti però a farlo accreditare come il pilota del primo volo sulla città di Palermo e sul Sud Italia. Il volo in Piper proposto dall’Aero Club “Beppe Albanese” ricalcherà proprio questa prima esperienza pionieristica, da Palermo a Mondello e ritorno.

Oggi Boccadifalco vanta un bellissimo rapporto con le scuole che, grazie a vari progetti, vengono sempre più spesso inserite e coinvolte in percorsi di legalità e di apprendimento delle realtà aeronautiche. Gli studenti che partecipano all’Alternanza scuola-lavoro con l’Istituto Nautico “Gioeni Trabia” (sezioni aeronautiche) sono stati coinvolti ne “Le Vie dei Tesori” e condurranno le visite.

Autore

Redazione Sikania