Il tema del giardino, nel suo più ampio valore di metafora della pacifica coesistenza, è stato scelto dai curatori di Manifesta12 per l’edizione palermitana della Biennale del prossimo anno. La presentazione oggi ai Cantieri Culturali alla Zisa

La presentazione del Progetto Curatoriale di Manifesta 12, oggi pomeriggio alle 17 al Cinema De Seta (Cantieri Culturali alla Zisa, via Paolo Gili 4; ingresso libero) segna l’avvio “ufficiale”, per così dire, della tappa palermitana della grande biennale nomade europea, dal 16 giugno al 4 novembre del prossimo anno.

Intitolato “Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza”, il progetto del team curatoriale interdisciplinare (Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli and Mirjam Varadinis) si concentrerà sull’idea di “giardino”, esplorandone la capacità di aggregare le differenze e generare vita da tutti i movimenti e flussi migratori. In questo senso il progetto rispecchia la mission di Manifesta che, nelle sue precedenti undici edizioni, si è sempre distinta per l’impegno politico e sociale, oltre quello volto a produrre un’esperienza artistica sperimentale ed emergente.

Anche la scelta di Palermo, del resto, rientra nello spirito di questa che è l’unica biennale nomade di arte contemporanea al mondo: la grande città siciliana, infatti, riflette il DNA mutevole dell’Europa e, soprattutto in questo momento storico, consente a Manifesta 12 di portare avanti il suo progetto di decodificazione dell’Europa e porre l’attenzione sulle questioni chiave e sulle trasformazioni in atto. Da un lato, Manifesta 12 indagherà sulle sfide e i fenomeni contemporanei da una posizione privilegiata come Palermo in quanto hub del Mediterraneo. Dall’altro, cercherà di mobilitare l’energia della città attraverso progetti legati al settore formativo e a quello della mediazione culturale, mettendo a disposizione della città la rete internazionale di Manifesta, affinché i meccanismi virtuosi che prenderanno vita, si protraggano nel tempo oltre la fine della manifestazione, in particolar modo attraverso dei progetti a lungo-termine.

I primi luoghi confermati che ospiteranno gli artisti sono Teatro Garibaldi, piazza Magione, Chiesa di Sant’Euno e Giuliano, Palazzo Butera e Orto Botanico, che ha ispirato l’intero progetto curatoriale.

Foto di CAVE Studio

 

Autore

Redazione Sikania

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