Pastori e cestai, ciabattini e cunzapiatti: il presepe di Custonaci è la rappresentazione dal vivo della Sicilia dell’Ottocento. In una location d’eccezione

Come è accaduto in tutto il mondo, anche in Sicilia le tradizioni sono state superate dalla modernità. Tante cose, però, non sono state ancora dimenticate e il Natale diventa il momento di riscoprirle, magari per raccontarle ai più piccoli perché possano preservarne anche loro il ricordo. Ecco allora che il Natale, e in particolare il presepe vivente, diventa proprio l’occasione per ritrovare le proprie radici più lontane.

Fra i primi a “rileggere” il presepe vivente in questa ottica antropologica ci sono i promotori del presepe vivente di Custonaci che, come molte cose belle, nacque per caso, nel 1982. In quell’anno due giovani del paese, Beppe Cortese e Angelo Vassallo, “trovarono” la grotta di Scurati, un grande antro naturale alla base del Monte Cofano, abitato fin dall’epoca preistorica. Nell’Ottocento vi si era stabilita la famiglia Mangiapane, che vi aveva costruito un borghetto di case in pietra, con tanto di strada e cortili lastricati. Quando erano andati via, negli anni Quaranta del secolo scorso, il piccolo insediamento era rimasto abbandonato. Angelo e Beppe pensarono di dare una bella ripulita e di usare quel singolare scenario per un presepe.

Sono passati 35 anni, un lasso di tempo in cui il presepe è cresciuto, coinvolgendo sempre più gli abitanti di Custonaci: il primo presepe era composto da cinque personaggi, oltre al bue e all’asinello, oggi sono più di 160. Intorno a loro tutti gli abitanti di Custonaci che in vario modo collaborano al progetto: c’è chi fornisce materiali o abiti, chi mette a disposizione le proprie competenze, perché tutto sia perfettamente riprodotto in ogni dettaglio. La peculiarità di questo presepe, infatti, è che tutto è rigorosamente autentico: fra Natale e Capodanno (quest’anno 25, 26, 29 e 30 Dicembre 2017 e 5, 6 e 7 gennaio) qui si torna indietro nel tempo, immergendosi nell’atmosfera e nella quotidianità di un villaggio siciliano dell’Ottocento. Un villaggio-presepe, in cui da una parte ci sono i figuranti che riproducono fedelmente sia l’esecuzione di mestieri antichi sia scene e luoghi sempre più rari, dall’altra ci sono tutti i personaggi della Natività e perfino l’immancabile “spaventato”, colui che, alla vista del Bambinello, strabuzza gli occhi con espressione talmente sbalordita da aver dato origine a un diffuso epiteto.

La biglietteria si trova nel centro storico di Custonaci e da qui parte la navetta che conduce alla grotta. Nel costo del biglietto è compreso questo trasporto, la visita del presepe vivente con degustazione prodotti tipici nonché la possibilità di visitare il Santuario Maria S.S. di Custonaci e il Museo ARTE E FEDE. Per info e per acquistare i biglietti consultare il sito.

Autore

Redazione Sikania

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