Palermo è una città dalle radici antichi e le mille stratificazioni. Anche per questo è stata nominata Capitale Italiana della Cultura, un riconoscimento che dà atto della sua capacità di accogliere, assorbire e dare nuova vita a tutti coloro che, nel tempo, sono giunti qui.

Oggi lo spirito accogliente di Palermo si esprime anche attraverso il riconoscimento della diversità per giungere a una sua definitiva accettazione e, possibilmente, cancellazione. In quest’ottica, da otto anni si svolge in città un importante festival cinematografico, il Sicilia Queer filmfest che si propone di combattere le discriminazioni sociali e di proteggere e sostenere la cultura della diversità sostenendo il cinema alternativo. È la scena di giovani attori, cinematografia indipendente ed emergente, nuove forme espressive legate alla sperimentazione e innovazione di linguaggi tradizionali e non. Il festival, che si compone di due sezioni – Queer Short e Nuove Visioni – inizia ai Cantieri Culturali alla Zisa il 31 maggio con Questo corpo che mi vuole bene, uno spettacolo inedito, ideato esclusivamente per la serata inaugurale, da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (aka La Rappresentante di Lista). Prima di lasciare spazio al vero protagonista della serata di apertura, il cinema, che quest’anno si accenderà con la proiezione del film di Stefano Savona e Simone Massi, vincitori a Cannes nella sezione documentari con il film “La Strada dei Samouni”, avremo la possibilità di assistere alle performance di Ernesto Tomasini prod. Go-Dratta, La Rappresentante di Lista, Stefano Savona e di un ospite speciale che solo chi parteciperà potrà conoscere.

Il programma si dipana fino al 6 giugno fra proiezioni, incontri, mostre (fra le altre, al Centro internazionale di Fotografia, The Human Landscape di Catherine Opie), anche in location diverse dai Cantieri. A Palazzo Sant’Elia, ad esempio, sarà allestita Lascia che ti guardi, lascia che ti tocchi, a cura di Roy Dib, una mostra, inserita tra gli eventi collaterali di Manifesta 12 Palermo, che traccia un focus sulla scena artistica contemporanea di Beirut rispetto al tema dei diritti delle persone lgbt.

Il festival, insieme alle mostre, fa parte del percorso di avvicinamento al Palermo Pride, la grande parata dell’orgoglio omosessuale che si svolge in città dal 2008 ed è in programma per settembre.

Autore

Redazione Sikania