Inventate nella notte dei tempi e preparate oggi come allora, le panelle sono un cibo povero ma gustosissimo. Vi raccontiamo un po’ di storia (e vi consigliamo 5 friggitorie da provare)

Come molte altre specialità siciliane, anche le panelle sono di origine araba. Secondo quel che si tramanda, di fatti, furono proprio gli Arabi, signori della Sicilia fra il 9° e l’11° secolo, i primi a pensare di macinare i ceci per ottenerne una farina con cui preparare una robusta pappa. Un intruglio che, però, lo sa bene chi ha provato a mescolare farina di ceci e acqua, non doveva essere né particolarmente buona né facile da mangiare, visto come si addensa. E quindi a qualcuno (non sappiamo chi ma sappiamo dove: a Palermo) venne in mente di ricavare dei quadrucci da quell’impasto e di tuffarli nell’olio bollente. Et voilà: erano nate le panelle, cibo povero per ingredienti e semplice preparazione, ma degno ormai delle tavole più raffinate. Sappiamo che sono state servite a monarchi e aristocratici, che Luigi Pirandello, Renato Guttuso e Leonardo Sciascia le apprezzavano assai… e che sono entrate a far parte dell’offerta di antipasti anche dei ristoranti più blasonati e dei banchetti nuziali.

Il “panellaro” è una figura istituzionale della città di Palermo. Con il suo lapino attrezzato con una grande casseruola di olio bollente e un ripiano di acciaio inossidabile dove far sgocciolare le panelle già fritte, si sistema nei pressi dei licei all’ora della ricreazione e a pranzo, fuori dagli uffici più frequentati, perfino all’esterno degli ospedali: nulla è più consolatorio in un momento di difficoltà di una robusta muffuletta con le panelle.

Se vi abbiamo fatto venir voglia di gustarle, a questo punto non resta che andare. Ecco i nostri consigli:

  • Franco u vastiddaro (via V. Emanuele, angolo piazza Marina) Uno dei più rinomati, si è recentemente rinnovato e ha aggiunto tavolini all’aperto per chi vuole fermarsi un po’. La qualità delle panelle, però, rimane quella di sempre
  • Chilluzzo (piazza Kalsa, 11). Sotto gli alberi della piazza ci sono i semplici tavolini di plastica di questa friggitoria, da molti anni un riferimento per il quartiere. Le panelle vengono fritte sempre al momento, quindi ci vuole un po’ di pazienza (ma ne vale la pena).
  • Da Aurelio (via Isaac Rabin, di fronte alla caserma Cascino). Il carrettino da ambulante posteggia da anni sempre nello stesso posto, e il panellaro ha una schiera di clienti affezionati. Originale e buona la variazione alla ricetta originale, arricchita con foglioline di menta.
  • Testagrossa (corso Calatafimi 93). Le panelle qui sono grandi, rotonde ed eccedono le dimensioni del panino, che fatica a contenerle. Una classica rosticceria palermitana, con diverse specialità di street food.
  • Friggitoria Da Davide (via Croce Rossa 199). Davide ha iniziato con il classico lapino ma la sua scelta di qualità gli ha portato fortuna: oggi ha una “vera” friggitoria, non lontano dal punto in cui sempre si sistemava da ambulante. Le panelle sono ben fritte, si può scegliere fra diversi tipi di pane.

Autore

Maria Cristina Castellucci