«Ad Avola, il paese in cui sono nato nel 1992, mia nonna aveva una drogheria, e poco lontano c’era la bottega di un fotografo. Da bambino, quando dopo la scuola andavo a trovare la nonna, mi fermavo là: ero affascinato dalle macchine fotografiche, le pellicole, le immagini. A tredici anni ho iniziato a “lavorare” col figlio del fotografo, facendo i video ai matrimoni. L’accordo era che in cambio mi avrebbero prestato le attrezzature che mi servivano per realizzare i miei corti». La precoce carriera del giovanissimo regista Cristian Patanè è iniziata così, un po’ per caso e un po’ per passione. «Sono totalmente autodidatta, quel che so l’ho imparato da solo, sul campo, usando con le videocamere che mi prestavano».

Il “grande salto” a 17 anni, quando una casa di produzione mi ha notato e ha finanziato la realizzazione di “Le Notti Bianche”, un cortometraggio in pellicola 35mm liberamente tratto dal romanzo di F. Dostoevsky. «Questo primo lavoro è stato presentato ad alcuni festival di settore in Italia, e ha vinto dei premi: in quel momento ho saputo che era quello che volevo fare». Nel 2010 il Ministero della Gioventù lo seleziona come “rappresentante delle giovani eccellenze italiane nel mondo” e nel 2013 fonda la sua prima start-up, Giffoni Idea, in collaborazione con Giffoni Innovation Hub.

«Nel 2015 ho aperto a Roma una casa di produzione, la BridgeFilm, in cui sono Creative Director e Produttore Esecutivo. In questo modo non solo posso realizzare i miei film, ma posso anche sostenere altri: al momento, ad esempio, è in corso di realizzazione un progetto sul giudice Saetta, del quale sono solo produttore».

Il prossimo 28 marzo, sarà proiettato ad Avola, in anteprima nazionale, il suo quarto cortometraggio, “Amore Panico”. Il film è già stato presentato e premiato nei festival internazionali di ben sei paesi, dall’India alla Russia, ottenendo il premio come miglior film al Lake View International Film Festival in India e il premio come miglior attrice all’Eurasia International Film Festival. Dopo la premiere di Avola seguiranno proiezioni nei cinema della provincia di Siracusa e Catania fino a al prossimo settembre 2018.

«Amore Panico è ambientato nella Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile (candidata a entrare nella World Heritage List dell’Unesco) un luogo a cui sono molto legato, un posto speciale e magico in cui riesco ad abbandonare il materialismo della vita quotidiana e sentirmi davvero in contatto con il divino – spiega Cristian Patanè. Attraverso questo film intendo mostrare la particolarità mistica di questo luogo in cui è possibile aprirsi alla trascendenza per riscoprire una dimensione primordiale».

Il film, prodotto da Bridgefilm con l’appoggio dell’amministrazione della Città di Avola e di piccole e medie imprese, conduce nel cuore di una impervia Sicilia, dove Valentina, un’ottima Rosi Bonfiglio, sta facendo le prove per il suo matrimonio. Il suo destino però compirà presto una brusca virata. “Amore Panico” narra la storia dello smarrimento esistenziale di una giovane donna borghese della metropoli romana che, attraverso l’incontro sconvolgente con la bellezza panica e ancestrale di Cavagrande, scoprirà un universo spirituale tanto potente da ribaltare le sue certezze. Il paesaggio mozzafiato si erge a personaggio in questo film girato in pellicola 35mm, dipingendo uno scenario atavico e animistico fuori dai cliché estetici e narrativi della Sicilia vista al cinema.

«Sebbene io viva a Roma, la Sicilia continua a “chiamarmi” – ammette Cristian Patanè. Ogni volta che vengo in Sicilia per lavorare, mi riprometto “questa è l’ultima volta”, perché mi scontro con tante difficoltà… e invece poi finisco sempre per tornare. Quello per la mia terra è un amore travagliato, pieno di partenze e di ritorni, ma pur sempre un amore. Anche per questo ho cercato di presentare la “mia” Sicilia, mettendo in buona luce, allo stesso tempo, le bellezze e il capitale umano del territorio. Un patrimonio straordinario, che anche io, nel mio piccolo, voglio valorizzare».

Autore

Redazione Sikania