Tecnicamente, Daniela Melan non è siciliana. A dirla tutta è milanese, quindi le sue origini sono davvero lontane dalla nostra isola. Eppure per lei la Sicilia è ormai una seconda terra, e si considera senz’altro palermitana d’adozione.

Il cuore e i casi della vita l’hanno portata a Palermo, in un appartamentino del centro storico da dove si vedono le terrazze, il campanile e la cupola della Cattedrale. E tetti, tanti tetti, di ogni colore e dimensione, di tegole o piatti, incoronati di terrazze fiorite. Cupole, torri, terrazze, balconi e tetti sono diventati uno dei soggetti preferiti delle illustrazioni di Daniela – o meglio Nina, come tutti la chiamano – immagini dal tratto quasi infantile, colorate con acquerelli delicati, riprodotte in stampe da appendere ma anche su segnalibri e taccuini.

«Palermo è in generale una importante fonte di ispirazione per il mio lavoro» – ci spiega. Ecco perché il suo più recente prodotto è un calendario “gastronomico”: «Ho raccolto le ricette di Nonna Lia, una mia vicina di casa del Capo – racconta – Ci siamo conosciute in modo casuale, ma anche assolutamente normale per questo quartiere. Anche se siamo nel cuore di una città da 600mila abitanti, il centro storico è come un paese a sé, una comunità in cui ci si conosce, ci si aiuta. Un giorno Nonna Lia mi chiamò dal balcone di casa sua mentre passavo, perché, a causa del mal di schiena, non poteva fare le scale, ma non voleva rinunciare al pane fresco. Così mi chiese di comprarglielo e calò dalle sbarre del balcone il suo panaro con dentro una moneta. E così, un giorno dopo l’altro, abbiamo stretto amicizia. Lei, sentendomi “forestiera”, mi ha praticamente adottato. Le sue ricette sono il regalo a una “continentale che deve mangiare come si deve” e io le ho interpretate un po’ in cucina, naturalmente, ma anche con la mia matita e penne colorate».

A ogni mese dell’anno è abbinata una ricetta, minutamente illustrata in ogni passaggio per essere facilmente riprodotta. Il calendario si può acquistare, fra l’altro, al Mercato SanLorenzo di Palermo, su Etsy, dove c’è la vetrina di 99 POM, la Piccola Officina del Meraviglioso di Nina, oppure contattandola attraverso la pagina Facebook 99POM.

Le immagini sono semplici ma piene di dettagli minuti, una caratteristica che è proprio la cifra dell’arte di Nina. Un’arte che nasce dall’osservazione di quel che le sta intorno, dalla passione per le cose piccine, per i particolari, e nel cui ambito il recupero è un aspetto essenziale: Nina non è solo illustratrice ma anche ceramista, creatrice di still life e bijoux. Fra le sue creazioni, ad esempio, i “portastuzzicadenti”, piccoli still life che mettono insieme “oggetti smarriti”, vale a dire oggetti rimasti «senza utilità o senza posto o senza amore o senza nessuna di queste tre fortune». Quadretti ad alto rilievo in cui il frammento di una zip, la trascurata sorpresa di un ovetto di Pasqua, un bigodino solitario compongono un’immagine altra. E poi ci sono i Cotti, serie di ceramiche nate senza un piano preciso, modellando e aggiungendo dettagli e bizzarie: vasetti e zuccheriere vengono presi d’assalto da colonie di babbaluci (chiocciole), casette si ammucchiano sul coperchio delle scatole.

«Ma l’illustrazione resta la mia attività principale – e in questa città l’ispirazione non mi manca di certo» sorride Nina – accarezzando con lo sguardo la vista sui tetti di Palermo sotto il sole brillante di novembre.

Autore

Maria Cristina Castellucci