Scultore e pittore di solido mestiere, da qualche anno Mariano Brusca si divide fra Sicilia e Danimarca. Una scelta fatta d’impulso che ha dato nuova linfa e spazio alla sua arte

Un po’ scultore un po’ insegnante, un po’ in Sicilia un po’ in Danimarca: la vita e la carriera di Mariano Brusca si dividono in comparti, distanti ma non troppo.
Da una parte, dunque, c’è l’arte, la scultura che si ispira alle linee eleganti e a volte altezzose della scultura classica, alle sue proporzioni perfette, alla sua solennità, ma con un approccio giocoso che non disdegna il colore, le rotondità enfatizzate, l’ironia. Un mix che da alle opere di Brusca una loro solida personalità artistica, perfettamente riconoscibile. Basta la piega di un labbro, il guizzo di uno sguardo, una maschera sugli occhi, un ricciolo sulla fronte, un tocco ceruleo o di carminio, il gesto di una mano, per dare alla valorosa solidità di materiali nobili – pietra, bronzo, terracotta – la leggerezza di un’interpretazione che, pur radicandosi in studi sapienti, anela alla dolcezza di un sorriso, alla levità di un momento purissimo di gioia. Qualità che hanno convinto, fra gli altri, il comitato UIL di Palermo ad affidare proprio a Brusca la realizzazione di un pannello celebrativo in onore delle donne migranti, affisso al porto di Palermo lo scorso 8 marzo.

Dall’altra parte c’è l’insegnamento, una carriera ormai lunga in un liceo cittadino dove Brusca si impegna a trasmettere ai ragazzi la sua stessa passione. Perché di passione si tratta, non c’è dubbio, tanto che da qualche tempo Brusca ha finalmente realizzato il sogno di aprire un atelier. Uno spazio ampio e bianco, luminoso… in Danimarca. “Una serie di casi ed eventi mi hanno portato a 3000 chilometri dalla Sicilia – ci racconta – in una vecchia casa di campagna dove ho trovato spazio e pubblico per la mia arte. Lo scorso agosto, decine di persone hanno visitato l’atelier in occasione di una manifestazione locale che vede protagonisti gli artisti della zona. Purtroppo è vero che all’estero c’è spesso più attenzione per l’arte. D’altro canto, per me è anche un modo per portare fuori dai nostri confini il mio retaggio profondamente siciliano. Non c’è dubbio che le mie radici e l’ambiente in cui ho sempre vissuto mi abbiano fortemente plasmato. Al tempo stesso, questo nuovo capitolo danese ha aperto nuove e inattese porte. In futuro mi piacerebbe poter condividere con altri questa mia esperienza, creando proprio in Danimarca una residenza per artisti”.

Autore

Redazione Sikania

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