Selvatica e solitaria, Linosa è l’isola di chi apprezza vacanze semplici e tranquille, lontane dalla quotidianità, a contatto con il ritmo della natura.

A mezzanotte circa la nave lascia Porto Empedocle e rivolge la prua a sud-sudest, verso l’oscurità. Dopo circa sette ore di navigazione su un mare nero come il petrolio, le prime luci del mattino delineano l’orizzonte, interrotto solamente dal profilo basso e aguzzo di Linosa.
Isola d’alto mare, come ricorda anche l’etimologia del nome dell’arcipelago di cui fa parte (le Pelagie, dal greco pèlagos = mare aperto), Linosa è la porzione emersa di un vulcano che si innalza dal fondo del Canale di Sicilia per circa 1600 metri. Secondo i pochi studi geologici, l’attività eruttiva subaerea è iniziata circa un milione di anni fa ed è durata per almeno cinquecentomila anni: un lungo periodo in cui fontane di materiale incandescente, eruzioni esplosive e colate laviche hanno contribuito a creare l’isola che vediamo oggi. Si deve proprio al vulcanismo la fertilità del suolo linosano, ma soprattutto gli spettacolari cromatismi naturali che impreziosiscono coste e falesie come nel caso della Cala Pozzolana di Ponente dove giallo, rosso e nero si fondono con tutte le sfumature del blu del mare. Meraviglie anche sotterranee, come testimoniato da alcune ampie grotte da scorrimento lavico scoperte recentemente nel sottosuolo di Monte Vulcano e accessibili soltanto a speleologi esperti.

Fra berte e tartarughe

La natura dunque è protagonista a Linosa, luogo ideale per chi ama un ambiente selvaggio e ancora tutto sommato integro, e per chi è interessato a osservare gli animali nel loro ambiente naturale. L’isola è luogo di nidificazione della Berta maggiore (Calonectris diomedea), un uccello migratore dalle abitudini pelagiche presente a Linosa dai primi di marzo ai primi giorni di novembre. Le berte vengono sull’isola a deporre le uova in cunicoli più o meno profondi a seconda che si trovino su falesie o nell’entroterra; la femmina depone un unico uovo e lo cova, insieme al maschio, per circa due mesi. La schiusa avviene generalmente tra la fine giugno e gli inizi di luglio, mentre a ottobre, poco prima della migrazione, si ha l’involo dei giovani esemplari. Le berte passano la stagione non riproduttiva nell’emisfero australe, generalmente in Africa sub-equatoriale o in America del Sud, ma restano fedeli al proprio sito riproduttivo e, anno dopo anno, anche alla stessa tana, facendo ritorno dunque nell’isola siciliana. Con le circa 10.000 coppie censite, Linosa ospita la colonia di berte maggiori più importante d’Europa. L’isola è inoltre uno dei pochi siti stabili in Italia di nidificazione delle tartarughe Caretta caretta, e per questa ragione nel 1995 è stato realizzato un Centro di Recupero Tartarughe Marine, gestito dal Centro Turistico Studentesco e Giovanile e da Hydrosphera. Il CRTM ha contribuito ad avviare la sperimentazione di attrezzi da pesca meno rischiosi per la vita di queste straordinarie testuggini, oltre a coordinare le attività di assistenza alle delicate fasi di deposizione e schiusa delle uova con l’aiuto di studenti e volontari italiani e stranieri. Distrutto da un incendio doloso nel 2013 e riaperto dopo solo un anno grazie a un nuovo progetto europeo denominato TARTALIFE (LIFE12 NAT/IT937), il centro è tornato a essere operativo e punto di riferimento strategico per l’intero Mediterraneo fino allo scorso anno.

Il mare e il borgo

È proprio il mare a rendere Linosa meta di appassionati di snorkeling e immersioni: tutelata da più di quindici anni dall’Area Marina Protetta Isole Pelagie, l’isola offre fondali meravigliosi e ricchi di pesce, specialmente nella zona della Secchitella: qui si possono incontrare banchi di grandi ricciole, tanute, barracuda e nuvole di castagnole, oltre a poter ammirare relitti e reperti archeologici a testimonianza della storia dell’isola.
Utilizzata dai Romani come base logistica durante le Guerre Puniche, Linosa viene stabilmente colonizzata soltanto nel 1845, quando un primo gruppo di circa 30 persone provenienti da Ustica, Agrigento e Pantelleria, e guidato da Bernardo Maria Sanvinsente, si stabilisce permanentemente sull’isola. Oggi il piccolo abitato (400 abitanti circa) è composto da tante casette colorate, oltre a una scuola, una caserma dei carabinieri, una guardia medica, una chiesa, un ufficio postale, una macelleria, una pescheria, qualche bar e ristorante. Poco, dirà qualcuno, ma sarebbe meglio dire ‘per pochi’: Linosa è uno degli ultimi paradisi d’Italia, per pochi appunto, e speriamo anche per lungo tempo.

Info

Dove dormire

Il Residence La Posta accoglie gli ospiti in camere spaziose, dotate di aria condizionata, TV, servizi privati. Giardino mediterraneo a disposizione, con tavoli e sedie per consumare i pasti all’aperto e barbecue per gli ospiti (Vicolo Pisa, 3)

Dove mangiare

Piatti semplici e genuini di cucina marinara sono la specialità della Trattoria Anna, insieme alla rinomata zuppa di lenticchie linosane e a saporite insalate. La proprietaria affitta anche appartamentini per vacanze (Via Vittorio Veneto 1).

Cosa comprare

I prodotti della terra, soprattutto, a cominciare dalle minuscole lenticchie. E poi fagioli, pomodori secchi, conserve di frutta, capperi. Per trovarli, insieme a molto altro, c’è la bottega della famiglia Errera, che vende anche online (via scalo vecchio 1).

Autore

Andrea Di Piazza