La più piccola e antica isola dell’arcipelago delle Eolie fu “scoperta”, qualche decennio fa, dai VIP milanesi che vi costituirono una sorta di colonia estiva, elegante ed elitaria. Oggi che il turismo è più vario, l’isola resta comunque sinonimo di riservatezza, di vacanze tranquille con un tocco esclusivo.

Protagonista assoluto il mare: qui troverete Cala Junco, la baia forse più incantevole dell’intero arcipelago, una piscina color blu profondo orlata da ciottoli. Ai piedi della Punta Milazzese, dove si trovano i resti di un villaggio preistorico, è chiusa dall’altra parte dal pittoresco profilo di Scoglio Bastimento.
Sul versante opposto di Punta Milazzese (d’obbligo soffermarsi per ammirare lo strepitoso panorama sulle altre isole) c’è Cala Zimmari, l’unica “vera” spiaggia di Panarea. Dal caratteristico colore rossastro, si raggiunge con una breve passeggiata lungo sentieri profumati di timo, partendo da San Pietro, dove si trova il porto dell’isola, e attraversando la frazione di Drauto. Dalla parte opposta, attraversando stavolta la frazione di Ditella, si arriva alla spiaggia della Calanca, detta anche “delle fumarole”, per via della presenza di vulcanelli che emettono gas a testimonianza di attività vulcanica residuale. Dal costone sovrastante, quando fa buio si possono osservare le eruzioni intermittenti dello Stromboli. Parlando di splendide viste, da segnalare la possibilità di risalire in vetta alla cima più alta di Panarea, Punta, o Timpone, del Corvo. Per arrivare fino in cima, percorrendo il sentiero (segnalato) ci vuole circa un’ora. La salita è di media difficoltà, dalla cresta sommitale si può ammirare tutto l ‘arcipelago.

L’arcipelago di Panarea

Per vivere il mare, la soluzione migliore è sempre la barca, anche perché intorno a Panarea si dispongono tanti scogli, piccoli e grandi, che formano come un piccolo arcipelago nell’arcipelago. Una spaventosa eruzione nella notte dei tempi frantumò l’isola di Eynimos e originò Panarea e gli scogli: Dattilo, con la sua minuscola spiaggia, Lisca Bianca con l’acqua scaldata da fumarole subacquee, Lisca Nera, le Formiche e Basiluzzo, il più grande, molto apprezzato dai subacquei. A 20 minuti dalla costa di Panarea, in passato era addirittura abitato – sulla parte più alta sono state perfino rinvenute le rovine di una villa romana. Oggi, fra le sue coste a strapiombo ci sono soltanto piccole coltivazioni di capperi. È una delle mete più apprezzate dai subacquei.

Tornati a terra, si può fare un po’ di shopping nelle boutique esclusive, andare al ristorante o a ballare, rilassarsi in uno dei lounge bar. Ma anche, semplicemente, ammirare il cielo: sull’isola non c’è illuminazione stradale e le luci che trapelano dai locali e dalle case non è sufficiente a disturbare la visione delle costellazioni: lo spettacolo del cielo trapunto di stelle è meraviglioso.

Dove dormire

Più che un albergo un’istituzione, conosciuto ben oltre i confini di Panarea. L’Hotel Raya è stato realizzato in un borghetto eoliano, e ha poche, raffinatissime camere, ristorante, boutique, piscina con acqua termale (via San Pietro, tel. 090 983013)

Dove mangiare

Il ristorante Da Pina è un locale molto noto e frequentato, con numerose specialità fra cui le linguine al pesto eoliano, e calamari e seppia alla panarellese. Anche piccolo albergo. Via San Pietro tel. 090 983338

Cosa comprare

Diversi negozi offrono agli ospiti di Panarea la possibilità di acquistare un souvenir esclusivo. Ad esempio un abito, dei sandali o un accessorio di A’ Biddikkia, marchio nato proprio sull’isola.

Autore

Redazione Sikania