Comincia da Ustica il nostro viaggio fra le “isole dell’Isola”. I consigli di Sikania per trascorrere una vacanza in queste perle mediterranee, ricche di storia e bellezze naturali

Sono due, soprattutto, le definizioni di Ustica che ricorrono nei depliant turistici e nei siti internet: “perla nera” e “paradiso dei subacquei”. La prima è perfetta: Ustica è assolutamente nera, per via del suo territorio lavico, e di sicuro possiamo pure chiamarla una perla. La seconda invece è riduttiva, visto che non solo i subacquei possono apprezzare questo mare. L’acqua, intorno a Ustica, è talmente pulita e trasparente che bastano maschera, boccaglio e un paio di pinne per ammirare i fondali. E a volte neanche quelli: alla Caletta, infatti, basta immergersi e restare immobili per qualche istante per ritrovarsi circondati di pesciolini curiosi. Il fatto è che il mare di Ustica, dal 1986, è severamente tutelato dai vincoli di un’area marina protetta che si estende per oltre 15mila ettari (info: www.ampustica.it) e la Caletta è uno dei soli due punti della zona di riserva integrale in cui è possibile bagnarsi.

Sotto e sopra il mare

Certo, andare sott’acqua con le bombole consente di conoscere l’universo sottomarino che circonda Ustica in maniera ancora più coinvolgente, e la vacanza sull’isola può proprio essere l’occasione per prendere dimestichezza con pesi e mute e immergersi fra gorgonie, banchi di barracuda, cavallucci e stelle marine. Per i subacquei il mare di Ustica ha in serbo anche due itinerari archeologici, al largo di Punta Gavazzi e di Punta Falconiera lasciando sott’acqua, nel luogo di rinvenimento, alcuni reperti archeologici. Questo tratto di mare è frequentato dalle epoche più lontane e la storia di Ustica è antica e tinta di leggende e miti: dalle sirene agli antichi romani, dai pirati ai deportati libici, è un continuo rimando fra fantasia e realtà. E se la prima, vera colonia di pescatori e contadini risale al 1763 (allorché furono completate le due poderose torri fortificate, Santa Maria e Spalmatore) la presenza, ancorché sporadica, di piccoli gruppi di persone è ben più antica, come testimoniano i resti di un villaggio dell’età del Bronzo.

Passeggiate panoramiche

Ustica fu per lunghissimo tempo un luogo inospitale, non soltanto per la mancanza di sorgenti ma anche e soprattutto per le frequenti incursioni barbaresche. I pirati sembravano particolarmente interessati a depredare chiunque si fosse azzardato a mettere piede su quest’isola. Ancora oggi il punto più alto dell’isola si chiama Monte Guardia dei Turchi, a perenne ricordo della continua osservazione delle acque a cui erano costretti gli usticesi. Oggi la vetta è destinazione delle passeggiate di chi vuole godere ampi e splendidi panorami, così come la Torre di Santa Maria, in posizione eminente e suggestiva al limitare dell’abitato. Da qui lo sguardo spazia a contemplare la Cala, il villaggio dei pescatori, la Falconiera e il mare. (continua…)

Autore

Redazione Sikania