Ci vuole un po’ di pazienza per arrivare, ma questo piccolo paese siciliano ricompensa i suoi visitatori con un venerato santuario, fitti boschi, magnifici paesaggi e… una gustosa sagra dal formaggio (domani e domenica).

Santo Stefano Quisquina è un paese piccolo, sconosciuto a molti, annidato fra i monti Sicani, ad almeno un’ora e più dai più vicini centri principali della Sicilia: non proprio una destinazione turistica, insomma. Eppure, se avete voglia di conoscere un “vero” paesino dell’interno siciliano, Santo Stefano può essere una destinazione interessante. Certo ci vuole un poco di pazienza, per arrivare. La principale via di scorrimento più vicina è la statale che collega Palermo e Agrigento. Da qui bisogna deviare all’altezza di Lercara Friddi (se avete bisogno di una sosta, in questo paesino trovate la pasticceria Oriens, con una vasta scelta di dolci tradizionali e creativi) e addentrarsi per una trentina di chilometri fra i monti Sicani, una delle zone ancora selvagge della nostra isola.

Un’alternativa può essere prendere la corriera, mentre chi ha più tempo e gambe buone può perfino andare a piedi, seguendo l’Itinerarium Rosaliae, un trekking – pellegrinaggio che collega il santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino e quello che si trova proprio alle porte di Santo Stefano. La santuzza tanto cara ai palermitani, infatti, trascorse i primi anni del suo romitaggio proprio qui: figlia del signore del feudo della Quisquina, proprio tra questi monti trovò una grotta adatta alle sue esigenze di solitudine e meditazione. Intorno a questo anfratto è sorto un santuario, abitato fino al 1985 da frati e reso fruibile oggi da un percorso guidato che include anche un museo della civiltà contadina stefanese, composto da alcune centinaia di reperti. È un posto molto suggestivo, circondato da boschi e da cime montuose. L’eremo è ancora sostanzialmente intatto, con le celle dei frati, i loro poveri sai e i pagliericci su cui riposavano. La struttura conventuale venne realizzata poco tempo dopo il rinvenimento della grotta della santa. A poco meno di mille metri d’altitudine, il monastero è il punto di partenza di una rete di sentieri che si dipanano fra gli alberi, fra i quali la cosiddetta “quercia grande” presso la quale, secondo la tradizione, santa Rosalia si recava a pregare.

E poiché l’aria aperta, si sa, fa venire appetito, conviene poi dedicarsi alle ricchezze gastronomiche di questo territorio… che sono tante! Dai monti Sicani, ad esempio, provengono carni di alta qualità e formaggi squisiti. Il 12 e il 13 maggio torna la Sagra del Formaggio e dei Prodotti Tipici Quisquinesi, eccellente occasione per gustare e acquistare i sapori del cuore della Sicilia.

Autore

Redazione Sikania