Grazie al sostegno economico di Rio Mare, 40 dissuasori impediranno la pesca a strascico e la distruzione della Posidionia Oceanica. E le tartarughe hanno trovato aiuto

Nel 2013, il Ministero dell’Ambiente ha avviato una serie di iniziative all’interno dell’area marina protetta delle Isole Egadi per ridurre la pesca a strascico illegale e tutelare la prateria di Posidonia Oceanica più estesa del Mediterraneo. Iniziative che, per continuare in modo profittevole hanno bisogno di fondi. Così, seguendo l’esempio di molti altri – (pensiamo a Fendi, che ha curato il restauro della Fontana di Trevi, e a Settesoli, che si è fatta promotrice di un crowd funding per il recupero dell’area archeologica di Selinunte) è scesa in campo Rio Mare. L’azienda ha deciso di finanziare il posizionamento di quaranta dissuasori sea-friendly – gli ultimi sono stati collocati pochi giorni fa – e ha anche garantito il proprio sostegno economico alla gestione dell’Osservatorio della Foca Monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo e alla creazione del primo Centro di Recupero delle Tartarughe marine a Favignana. Proprio grazie all’attività del Centro di Recupero, nato per soccorrere e ricoverare esemplari feriti o in difficoltà, la scorsa settimana è stato possibile liberare Venere, un esemplare di tartaruga Caretta caretta ospitata presso il Centro di Recupero e che va ad aggiungersi ai 32 esemplari soccorsi a partire dall’apertura del Centro, nel settembre 2015, a causa di ingestione di plastica o lenze da pesca, interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche.

Il tutto nell’ambito del progetto aziendale “qualità responsabile” i cui obiettivi sono la sostenibilità della pesca e la tutela dell’ecosistema marino, il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle persone e delle comunità in cui opera e la corretta alimentazione.

La scelta dell’area marina delle Egadi, ovviamente, non è casuale. Le isole, difatti, sono state per molti secoli sede della pesca tradizionale del tonno, un tipo di pesca che, come tutte le attività tradizionali, del resto, è profondamente rispettosa dell’ambiente. Da tempo si cerca di reintrodurre la mattanza alle Egadi, e contrastare la pesca illegale è sicuramente un passo importante. Nel frattempo è possibile visitare il grande stabilimento legato alla Tonnara, monumento di archeologia industriale di grande interesse.

Autore

Redazione Sikania

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