Capita di avere poco, pochissimo tempo per conoscere una città e allora che fare? Certo non ci si può affidare al caso, così ecco una guida per tutti coloro che si fermano a Palermo appena un giorno. C’è dentro un po’ di tutto: idee per lo shopping e per conoscere i monumenti - e per convincersi a tornare un’altra volta!
Ore 9.00
La colazione è un rito, ed è anche il pasto più importante della giornata. Consumatela al Bar Alba, una delle “istituzioni” cittadine. Affollato a ogni ora, a colazione fa il pienone. Cornetti sofficissimi alla crema o alla marmellata la fanno da padroni, ma ci sono anche altre dolci specialità, tutte da assaggiare.
Ore 10.00
Per conoscere l’anima di Palermo sono irrinunciabili i mercati storici: il Capo, la Vucciria e Ballarò (che si trovano, rispettivamente, a fianco del Teatro Massimo, fra via Roma e Corso Vittorio Emanuele, e alle spalle della via Maqueda) con le loro bancarelle e i venditori vocianti sono un’esperienza incredibile per ogni viaggiatore, che potrà cogliere l’essenza mediterranea della città - e ovviamente fare qualche acquisto. Un cartoccio di olive fragranti, ad esempio, da gustare durante la passeggiata, o magari qualche conserva da portare a casa.
Camminando fra le bancarelle, basta alzare lo sguardo per accorgersi che, tutt’intorno alle piazze e lungo le strade, ci sono palazzi bellissimi, spesso decaduti, ma non privi di una loro eleganza. Palermo fu a lungo capitale e città ricca, e i segni del suo passato sono ovunque. Per conoscere i monumenti principali - la Cattedrale, il Palazzo Reale con la Cappella Palatina, la bella Fontana Pretoria, e tanti altri - è una buona idea acquistare il biglietto per i bus “Palermo Sightseeing”. I percorsi sono studiati per consentire ai visitatori di vedere il maggior numero di monumenti, salendo e scendendo a piacimento dal bus.
Ore 13.00
All’ora di pranzo è il momento di conoscere i cibi di strada, autentica specialità di Palermo: dal pane con le panelle e cazzilli (frittelline di farina di ceci e crocchette di patate) al pani ‘ca meusa (foccaccia con milza cotta nella sugna e volendo condita con ricotta e caciocavallo grattugiato: in questo caso si definisce “maritata”), fino allo sfincione, i venditori palermitani sono in grado di imbandire le prelibatezze più speciali. Uno degli indirizzi più “gettonati” è quello della focacceria di Porta Carbone alla Cala, che si chiama proprio “Pani ‘ca meusa” come il suo prodotto più richiesto.
Per il caffè ci spostiamo verso la Villa Giulia. Poco prima dell’ingresso del parco, sulla via Lincoln, ecco il Bar Rosanero, dove lo squisito caffè si può accompagnare con un’altrettanto squisita… sigaretta. Niente a che vedere con il tabacco, si tratta di una cialda allungata, dalla forma simile appunto a una sigaretta, colma di soffice crema di ricotta e spolverata di zucchero a velo.
A questo punto si impone una passeggiata nella villa, un bel parco realizzato, “per il godimento del popolo”, nel Settecento. Villa Giulia fu il primo giardino pubblico della città e fu definito da Goethe, noto amante delle iperboli, “il luogo più stupendo del mondo”. Il suo impianto, con l’abbinamento di figure geometriche, compone una planimetria alla quale molti hanno dato una interpretazione esoterica. Al centro si trova uno spiazzo con una fontana, circondato da esedre neoclassiche, dal quale si dipartono i viali alberati e orlati di aiuole fiorite. Busti di palermitani illustri, voliere e statue di allegorie di vizi e virtù o di fantasiose creature accompagnano la passeggiata fino alla fontana con il Genio di Palermo, raffigurazione del genius loci della città.
Ore 16.00
Il pomeriggio lo dedichiamo allo shopping: via Isidoro La Lumia, parallela alla bella via Libertà, arteria centrale e principale, è un’infilata di negozi di vario genere, dall’etnico all’artigianato all’abbigliamento. Fra i tanti indirizzi, segnaliamo quello di “Geppetto & Co”, laboratorio artigianale di mobili e oggetti in legno (al civico 27); di “La luna nel pozzo”, dove troverete monili, lumi, morbide sciarpe e altro, di gusto orientale (civ. 24) e di “Altrobio”, rivendita di prodotti e alimenti biologici, dalle saponette all’olio d’oliva alle minestre (civ. 63)
Ore 19.00
L’abitudine dell’aperitivo si è ormai imposta a Palermo e i locali fra cui scegliere si sono moltiplicati: possiamo andare al “Berlin Caffè”, locale dall’arredamento semplice e regolarmente cambiato, luci soffuse e sempre affollatissimo, oppure alla “Champagneria del Massimo”, a pochi passi dall’omonimo teatro, wine bar noto e decisamente abbordabile nei prezzi.
Ore 20.00
Per la cena Palermo offre locali per tutte le tasche e tutti i gusti. Cominciamo da una trattoria e pizzeria semplice, ma pulita e gradevole, sempre aperta; “La mensa del popolo”, offre piatti di cucina siciliana, soprattutto pesce, ma anche couscous nordafricano e squisite pizze cotte nel forno a legna. Tutt’altro genere per “Gigi Mangia”, ristorante che prende nome dal suo proprietario: si tratta di un locale elegante, con dieci tavoli appena, un menù sempre diverso secondo la disponibilità del mercato e della stagione, con un occhio di riguardo per i prodotti di nicchia, dai fagioli “badda” di Polizzi Generosa ai pistacchi di Bronte.
Ancora diverso “Fresco”, ristorante specializzato in piatti biologici preparati con materie prime di provenienza certificata. Ambiente informale, cucina varia (pranzo al buffet, la sera alla carta) e musica dal vivo per una serata piacevole.
Ore 22.00
È uno dei locali più frequentati e chic di Palermo: la “Cuba Sperlinga”, immersa nel verde di un giardino, è decisamente multiforme nell’offerta, poiché è allo stesso tempo caffetteria e ristorante, brasserie e party house, wine bar, tea room, lunge. Insomma, c’è qualcosa per tutti i gusti e fino a tarda notte.
Nella tranquillità di una piazzetta del centro storico, segnaliamo infine “I Malavoglia”, che nasce come caffè letterario ispirato all’omonimo, famoso romanzo di Giovanni Verga ed è il luogo adatto per trascorrere un gradevole dopocena, e non solo.