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 Canti popolari allusivi

TerritorioTerzo appuntamento con il mondo affascinante del dialetto siciliano:
a far da Cicerone la ricercatrice di tradizioni popolari Sara Favarò.




 

In alcuni canti popolari può capitare di ascoltare frasi apparentemente innocenti, ma dal chiaro riferimento sessuale. Così come per gli scioglilingua, anche per i canti l’ambiguità, il “detto e non detto”, il lasciato intendere è da tempi immemorabili motivo di ilarità. La tradizione popolare, e non solo quella siciliana, è piena di canzoni a doppio senso come quella che segue che, seppure con variazioni lessicali e musicali, è diffusa in tutta Italia.
Non è sempre facile risalire alla fonte di diffusione di un canto tradizionale, o ad un passaggio intermedio di essa, specie quando sono trascorsi molti anni, ma talvolta, con un poco di fortuna, si riesce nello scopo.
Il canto che segue mi è stato riferito da un agricoltore di Vicari (Francesco Nuccio, oggi settantasettenne) che, quando era ragazzino, e lavorava nei campi di grano, lo apprese da un jurnateri (lavoratore giornaliero) adulto di Misilmeri (certo Salvatore Poesio) il quale, a sua volta, l’aveva imparata da un altro lavoratore di chissà quale paese.

È un canto, dunque, che si è diffuso in Sicilia, ai primi del Novecento, anche grazie alla micro-emigrazione dei contadini e che, per il suo contenuto “vastaseddu”, non poteva che essere accolto con grande divertimento.


Lu cardiddu
(tradizionale)

Lu cardiddu di me cummari
senza pinni e senza ali
si va a posa ‘n capu lu pettu
a me cummari ci vinni u suspettu.

Ritornello:
Te ch’è biddicchiu stu cardiddicchiu
ma chi cantari ca ci fa
tutta a notti “cici” cci fa
la pizzica e muzzica e poi si nni va.
Tutta a notti “cici” cci fa
la pizzica e muzzica e poi si nni va.

Lu cardiddu di me cummari
senza pinni e senza ali
si va a posa ‘n capu u viddicu
a me cummari ci vinni allammicu.

Ritornello
 
Lu cardiddu di me cummari
senza pinni e senza ali
si va a posa ‘n capu la panza
a me cummari ci fici suspanza.

Ritornello

Lu cardiddu di me cummari
senza pinni e senza ali
si va a posa ‘n capu u dinocchiu
e me cummari si mancia u finocchiu.

Ritornello

Lu cardiddu di me cummari
senza pinni, senza ali
si va a posa ‘n capu a scagghiola
a testa dintra e a vozza di fora.

Ritornello


 

Partitura musicale di “Lu cardiddu”, a cura del Maestro Giovanni Pecoraro



Il cardellino
Il cardellino di mia comare / senza penne e senza ali / va a posarsi sopra il petto / a mia comare è venuto il sospetto. / Ritornello: Guarda com’è bellino questo cardellino / ma che cantare che le fa / tutta la notte “cici” le fa / la pizzica e morsica e poi se ne va. / Tutta la notte “cici” le fa / la pizzica e morsica e poi se ne va. /

Il cardellino di mia comare / senza penne e senza ali / va a posarsi sull’ombelico / a mia comare è venuto appetito. / (Ritornello)

Il cardellino di mia comare / senza penne e senza ali / va a posarsi sulla pancia/ a mia comare ha fatto sostanza. / (Ritornello)

Il cardellino di mia comare / senza penne e senza ali / va a posarsi sopra il ginocchio / e mia comare si mangia un finocchio /(Ritornello)

Il cardellino di mia comare / senza penne e senza ali / va a posarsi sulla scagliola / la testa dentro e il gozzo di fuori/ (Ritornello)



Nota: I canti e le filastrocche si possono ascoltare cliccando quì



 
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Pensavo avesse un altro titolo.. (Voto: 0)
di Anonimo Lunedì, 04 febbraio @ 22:55:53 UTC



Re: Canti popolari allusivi (Voto: 0)
di Anonimo Mercoledì, 06 febbraio @ 11:02:14 UTC
E un po' più giù volea volare. L'uselin de la comare






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