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 Anna Cuticchio - Aiutiamo i bambini della Tanzania!

AttualitàSono trascorsi due anni da quando Suor Marina, al secolo Anna Cuticchio, ha lanciato il suo accorato appello: “Aiutiamo i bambini della Tanzania”. Due anni di speranze vane.



 

Suor Marina è missionaria dell’Ordine Diocesano di Palermo. Fino ad allora era conosciuta per la sua attività artistica. Figlia d’arte (suo padre era il famoso puparo Giacomo Cuticchio), è stata fondatrice e direttrice del Teatro “Bradamante”, realtà palermitana polivalente, chiuso nel 1995 dopo quindici anni di attività.
“Le difficoltà economiche erano notevoli - ci spiega - ma il colpo di grazia è giunto dopo che una famosa Azienda Turistica, che fino ad allora aveva fatto molto per la vita del Teatro, improvvisamente, per cavilli amministrativi sorti tra l’Azienda e la Regione, non mi liquidò un anno di attività svolta per loro conto, e per la quale avevo già anticipato grosse somme, dalle buste paga ai contributi previdenziali, dalla SIAE alla pubblicità, e via di seguito”.

Dopo la chiusura del “Bradamante” Anna Cuticchio, pupara della cui arte hanno parlato i giornali di mezzo mondo, non si arrese e con i suoi pupi scelse di andare in giro per il mondo a rappresentare la sua Opera dei Pupi. Diciamo la “sua” perché Anna, fin dagli esordi artistici, decide di abbattere la barriera che separava le diverse forme di rappresentazione teatrale.
“Allora il teatro dei pupi era considerato come una forma d’arte minore. C’era un teatro pi ricchi e uno pi puvireddi. La cultura deve essere un bene a disposizione di tutti, e decisi che i miei pupi dovevano essere, anche, i ‘paladini’ di questo pensiero, e misi in scena copioni che, fino ad allora, erano rappresentati solo nei teatri maggiori.”

    

Quale fu la prima sceneggiatura?
“Riscrissi il testo della Cavalleria Rusticana, adattando la sceneggiatura ai pupi e inserendo le musiche di Mascagni, con la presenza in scena di un soprano, che cantava le arie più importanti dell’opera, e di un pianista”.
Come rispose il pubblico?
“Fu un vero successo. Ma tutto ciò appartiene al passato. Oggi quello che mi preoccupa è il futuro di tanti sventurati bambini”.
Suor Marina parla dei bambini che ha conosciuto negli ultimi sette anni, da quando ha operato la scelta di abbandonare la vita laica e diventare missionaria in Tanzania.
“Ama il prossimo tuo come te stesso, comanda Dio. Basterebbe donare ciò che a noi avanza per sfamare il mondo. Te ne accorgi quando vivi in luoghi dove manca l’acqua, la luce, le case, il cibo. Paesi dove esistono malattie già scomparse in larga parte della Terra, per non parlare dell’AIDS e della sua catastrofica avanzata, grazie anche alla poligamia”.
È per aiutare i bambini con le pance gonfie per la fame e gli occhi sgranati che lei ha deciso di vendere in blocco il suo patrimonio artistico, circa 200 pupi, scenografie, palchi e quant’altro ha formato il suo “mestiere”.
“Smembrarlo sarebbe un grosso danno sia per l’arte che per la cultura”, ci dice.

Chi potrebbe comprare questo mestiere?
“Chi ama l’arte ed è interessato al recupero della tradizione siciliana. Sono tanti gli Enti pubblici e privati che potrebbero farlo, ma a due anni dal mio appello nessuno si è fatto avanti. L’UNESCO ha dichiarato l’Opera dei Pupi “Patrimonio orale ed immateriale dell’Umanità”, ma a cosa serve tale definizione se poi questo patrimonio, come il mio, è destinato a rimanere imballato in magazzino, quando invece con la sua vendita si potrebbe ridare speranza a tanti bambini denutriti ed ammalati?”.

Anna Cuticchio, che prima di diventare suora era sposata (il matrimonio è stato annullato dalla Sacra Rota), madre di due figli, di cui uno scomparso in un incidente stradale, è sostenuta e incoraggiata nel suo amore per “gli ultimi” dalla figlia Vanna che, con un gruppo di giovani, ha fondato l’Associazione Onlus “Asantesana” (in swahili “grazie molto”). Asantesana ha già costruito in Tanzania una casa che ospita 50 bambini ed ha collaborato, con un medico siciliano, all’ampliamento del reparto di un dispensario.
“Mi auguro di trovare un eroe che abbia il coraggio vero di aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi, e non, come è successo fino ad oggi, di trovare soltanto persone in grado di esprimere promesse vane”.
Chi volesse accogliere l’invito di suor Marina può farlo telefonando al 3480117639 / 6.


Nota:
testo: Sara Favarò



 
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