Ma il dato che più rende chiaro quanto la vocazione vitivinicola di questa terra sia fondamentale per la sua economia è quello riguardante l’esportazione. L’Isola, infatti, ha esportato vino per oltre 84 milioni di euro (dati IRVV relativi al 2006), una cifra che s’innalza ancor di più se consideriamo che la Sicilia ha posto sul mercato estero “solo” 412.708 ettolitri, ovvero meno del 6% della sua produzione totale.
Cosa vuol dire tutto ciò? Semplice, il vino siciliano è tra i più apprezzati, e questo gli conferisce un valore di mercato maggiore.
Ancora qualche numero per sottolineare l’importanza del settore. Il Sicilia sono coltivati a uva 110.000 ettari di terra. Considerato che l’Isola ha una superficie pari a 25.710 Kmq, ovvero due milioni e mezzo di ettari, si capisce come quegli 84 milioni di euro l’anno siano prodotti da poco più dello 0,04% della sua terra.
Cifre che rendono molto bene l’importanza di questo mercato, che è tornato a segnare un trend in crescita, anche per quanto riguarda tutto quello che, in Sicilia, gira attorno al vino, quell’indotto culturale e non solo che nell’Isola mediterranea prende il nome di Strade del Vino.
Al momento ne sono state istituite dodici.
La strada del vino dedicata al Cerasuolo di Vittoria incorona una delle eccellenze dell’enologia siciliana: siamo fra le province di Ragusa e Siracusa, in un territorio che alle tradizioni vinicole sposa la bellezza paesaggistica e monumentale. In queste terre ha avuto origine il Nero d’Avola (vitigno da cui nasce l’omonimo e premiatissimo vino) con il quale, grazie al sapiente abbinamento con il Frappato, ancora un vitigno tipico di queste zone, si produce il Cerasuolo. Ancora Nero d’Avola nel centro della Sicilia, lega le aziende che fanno parte della Strada del vino dei Castelli Nisseni, mentre sono diversi i vitigni che entrano in gioco nella strada della Provincia di Messina: essa comprende infatti la Malvasia delle Lipari, prodotta nelle Eolie, il vino Faro e il Mamertino: tutti e tre vini di antichissima tradizione, apprezzati già nella notte dei tempi. La ripida strada del vino dell'Etna, primo tra i siciliani ad ottenere il prestigioso riconoscimento della denominazione di origine controllata, ci porta su e giù per i tornanti che s’attorcigliano fra le lave del vulcano, mentre per le strade del vino di Alcamo e di Marsala siamo al capo opposto dell’Isola: l’Alcamo DOC è un vino bianco da pasto di moderata gradazione alcolica, noto già nel Cinquecento e riconosciuto doc nel 1972 (nell’omonima cittadina si può visitare anche l’Enoteca Regionale ospitata presso il Castello dei Conti di Modica); il Marsala, invece, fu “scoperto” da un imprenditore inglese al principio dell’Ottocento e da allora il settore vinicolo per questa bella cittadina è assolutamente trainante: basti pensare che la superficie vitata arriva all’80% dell’intero territorio dedicato all’agricoltura. La DOC Marsala copre l'intera provincia di Trapani, a eccezione del citato comune di Alcamo, Favignana e Pantelleria (su quest’ultima isoletta, d’altra parte, si coltivano altri ottimi liquori, il Moscato e Passito DOC). Sempre in provincia di Trapani si snodano le vie dedicate al DOC Delia Nivolelli, caratteristico del Val di Mazara, e all’Erice DOC, prodotto unico grazie alla morfologia del terreno, all’esposizione e al clima.
In provincia di Palermo troviamo le strade dedicate all’ottimo Monreale DOC e ai vini prodotti sulle prime pendici delle Madonie, lungo il percorso della storica Targa Florio.
Per finire torniamo nel bellissimo territorio fra Ragusa e Siracusa in cui si producono il Moscato di Noto e di Siracusa DOC, vini da meditazione che affondano le radici nella leggenda che vuole che Siracusa sia stata la prima a coltivare la vite nel mondo occidentale.