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 Sciacca

Territorio




Viaggi incantati tra arte e natura

Non c'è scelta: visto che è impossibile riassumere qui circa 3 milioni di anni di storia, sulle origini di Sciacca vi racconteremo che,vista la sua felice posizione geografica e la ricchezza del suo territorio, la cittadina è stata abitata sicuramente fin dal Neolitico inferiore (7.500 anni fa) e che tracce di insediamenti umani nelle grotte saccensi sono documentate in modo completo fin da 3.500 anni fa. Dell'odierna cittadina la parte più "antica" è sicuramente quella rappresentata dal quartiere Figuli e il suo nome, Sciacca, probabilmente proviene dall'arabo, o da As-saqah (fessura), ad indicare la sua posizione al vertice inferiore delle sue due valli, o da Syath (bagno) visto che fin dalla notte dei tempi la zona era conosciuta per i suoi bagni termali.
Perché Sciacca è sempre più méta ambita per le terme, vapori sulfurei che soffiano dentro il monte Kronio dalle incredibili capacità curative. Ben lo sapevano gli antichi e ben lo sanno i turisti di oggi che uniscono l'utile al dilettevole, un bel bagno termale curativo e depurativo con un magnifico soggiorno in questo splendido angolo di mare.

  Dettaglio di carro carnevalesco  Vista sul porto e l'abitato

Un mare che regala a Sciacca la possibilità di essere conosciuta in tutto il mondo per le sue esportazioni di pesce azzurro (sardine soprattutto che, qui industrializzate, prendono il largo per le tavole di mezzo mondo), oltre che per la possibilità di una vacanza estiva nel vero senso della parola. Ombrellone e olio abbronzante in estate (anche se in inverno il bagno non si fa, una passeggiata sul lungomare al tepore di questo sole è tonificante quanto un caldo bagno termale!), divertimento assicurato in inverno quando, a febbraio, qui si partecipa ad uno dei carnevali più belli d'Italia (anche d'Europa, aggiungiamo noi). Un carnevale che si fa risalire a ragione ai Saturnali di epoca romana visto che il re dei festeggiamenti veniva bruciato l'ultimo giorno, proprio come qui si usa fare il martedì grasso con la maschera di Peppe Nnappa, il personaggio caratteristico della manifestazione carnascialesca che apre la settimana di frizzi e lazzi facendosi consegnare le chiavi della città il giovedì precedente.
Ed è regola che tutti quanti  partecipino all'evento, proprio come ordinato dal vicerè Ossuna in persona che nel 1616 emise un bando per il quale "l'ultimo di Carnevale che ognuno s'avesse di vestire in maschera".
E così succede, tutti in costume a seguire le sfilate dei carri allegorici, vero vanto dell'artigianato saccense.
Tutto  il paese viene sommerso dai colori brillanti dei carri, quei colori del sole che poi ritroviamo nelle ceramiche maiolicate, forma di arte che definire tradizionale sarebbe molto riduttivo: le ceramiche qui venivano preparate fin dai tempi remoti, forse anche grazie ai "forni" gentilmente offerti dalle stufe del Kronio.
A Sciacca, ovviamente, si festeggia anche molto altro: troppo bello il luogo per non aver mille motivi per fare festa.
C'è la festa del Santo Patrono, la Madonna del Soccorso, c'è il Festival del mare, ci sono i giochi pirotecnici dell'ultima notte dell'anno e le processioni per il giorno di Pasqua. 

  L'ex collegio dei Gesuiti  Dettaglio di una scalinata decorata con la pregiata ceramica saccense  Sculture nel 'giardino incantato'

E poi ci sono le "gioie" della cultura più materiale, quella archeologica che, oltre a sostanziarsi delle necropoli e degli scavi tutt'intorno alla cittadina, si svela anche allo sguardo più ingenuo:  davanti al Castello dei Luna, costruito nel 1380 ed ancora oggi perfetto fondale scenografico che, dall'alto della sua rocca, conferisce al centro abitato una fisionomia unica.
Più "recente" di circa 200 anni, lo Steripinto, il palazzo in stile gotico-catalano che con la sua aria severa eppure elegante impreziosisce con la sua semplice esistenza tutta Sciacca, così come lo fanno la chiesa di Santa Maria del Giglio e quella di Santa Maria dell'Itria, anch'esse cinquecentesche, e il rinascimentale duomo dedicato a Maria Maddalena.
Panorami straordinari, sia che si guardi a monte o in fondo alla strada, che si apprezzano sicuramente di più dopo aver gustato la salsiccia (ottima quella arrostita) saccense, condita con olio locale e accompagnata con il vino di queste colline.
Ora vi è chiaro perché chi viene per la prima volta a Sciacca non smette più di tornarci?


Nota:
Pubblicato su Sikania - Numero 232, Febbraio 2006



 
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