Nel VII-VI secolo a. C. la città fu sotto l’influenza greca e rafforzò sempre più la sua importanza quale centro principale del culto in onore di Cerere, che qui aveva la sua abitazione insieme al marito, il re Sicano.
Il possesso di Henna, però, era indispensabile per assicurarsi non solo il dominio completo ed incontrastato della Sicilia, ma anche il godimento dei beni prodotti nell’ubertoso territorio circostante. Nel 307 a.C. Henna dovette piegarsi al dominio dei Siracusani, più tardi a quello dei Romani. Ogni nuovo dominatore della Sicilia, per assicurarsi il potere in modo definitivo, doveva fare i conti con gli avversari arroccati nella cittadella degli Erei, e spesso solo il tradimento consentiva la conquista. è il caso degli Arabi, che penetrarono nella città grazie al tradimento di un prigioniero bizantino. Ed è il caso dei Normanni che, cinta d’assedio la città nel 1061, riuscirono ad espugnarla con l’inganno solo nel 1088, ben 27 anni dopo l’inizio delle... ostilità!Ciascuno di questi successivi signori si dedicò al rafforzamento delle fortificazioni la cui più imponente testimonianza è il Castello di Lombardia. Esso, edificato sulla cittadella che fece meritare ad Henna l’appellativo di Urbis Inexpugnabilis, definito da Strabone come la più bella fortezza della Sicilia, è di origine antichissime.
Molte delle numerose torri del sistema di fortificazione cittadino sono ancora al loro posto, seppure trasformate, rimaneggiate e utilizzate oggi come campanili.La Torre Ottagona, invece, posta a guardia della zona meridionale della città, è rimasta intatta: di questa torre, chiamata anche “di Federico II”, gli storici non sono riusciti ancora a stabilire con certezza l’età. La teoria più affascinante però è quella che la identifica con l’antico centro geodetico della Sicilia. Nei pressi della Torre di Federico si trova uno dei quartieri più interessanti della città, il Fundrisi, che ha saputo mantenere la propria fisionomia antica pressocché inalterata nei secoli. Qui troviamo la diruta Chiesa dello Spirito Santo e la porta di Janniscuru, oggi l’unica superstitedelle sette originarie vie d’accesso della città. Da questo quartiere è facile raggiungere la Chiesa del SS. Crocifisso di Papardura (‘600).
Il singolare nome di questo santuario deriva, secondo alcune interpretazioni, dal persiano “papar” sorgente, e “dura” roccia, e significherebbe dunque “roccia sudante”. Al termine della dominazione araba, con l’avvento dei Normanni, Henna, ormai divenuta Castrogiovanni (dall’arabo Qasr-Jânnih, a sua volta derivata dal latino Castrum Hennae) si arricchì di monumenti religiosi, un arricchimento che proseguì per tutto il Medioevo.
Il monumento principale è il Duomo, fondato - forse sui ruderi di un tempio dedicato a Proserpina - verosimilmente prima del 1307. Quasi del tutto distrutto da un incendio nel 1446, fu ricostruito a partire dal 1451: i lavori proseguirono per tutto il ‘500.
Adiacente al Duomo si trova il Museo Alessi, custode di preziose raccolte archeologiche e numismatiche e del tesoro del Duomo, uno tra i più ricchi ed importanti d’Italia.Un altro interessante museo è quello archeologico, da cui può partire un interessante itinerario che comprende, fra gli altri, una delle chiese ennesi più antiche, intitolata a SS. Salvatore, da cui si raggiunge la chiesa di S. Chiara, in piazza Colajanni, oggi Sacrario dei caduti.
Da qui ci si immette nella centrale via Roma, la principale di Enna, lungo la quale si aprono diverse altre piazze e si allineano eleganti palazzi ed edifici religiosi. Dalla piazza Antonio Coppola, a breve distanza dalla piazza Colajanni, si diparte la via Candrilli, al principio della quale si eleva la splendida torre-campanile della ex chiesa quattrocentesca di S. Giovanni Battista. Sempre sulla via Roma prospetta l’elegante chiesa barocca di San Marco. Si giunge così alla piazza Vittorio Emanuele, sulla quale si affaccia la chiesa intitolata a San Francesco di Assisi. Dopo piazza Vittorio Emanuele, sulla via Roma troviamo la chiesa delle Anime Sante, del’600, la cui volta fu affrescata da Guglielmo Borremans, e la chiesa intitolata a San Tommaso dal bel campanile quattrocentesco. Merita senz’altro una menzione, in ultimo, la seicentesca chiesa del Carmine.
DINTORNI DI ENNA
Aidone Fu fondata da popolazioni continentali del XIII secolo e si sviluppò intorno a un castello (rudere con panorama, nella foto). Dalla passeggiata principale si gode un bel panorama. Nei pressi le rovine di Morgantina, antico centro siculo poi ellenizzato. Vi si trovano un’agorà, tra le più belle e meglio conservate; le vestigia di un mercato, di un tempio e di un santuario, tutte databili fra il IV e il III secolo.
Assoro A 850 metri di altitudine, si dispone intorno a una deliziosa piazza a belvedere. Da vedere la Basilica di San Leone (nella foto), con un bell’interno decorato da fastosi stucchi dorati, un soffitto ligneo a capriate con travi dipinte e belle cancellate in ferro davanti alle cappelle.
NicosiaLa sua fondazione si fa risalire all’epoca bizantina, allorché alla base della fortezza, le cui rovine si osservano ancora nella parte alta del paese (bel panorama), si andò formando un borgo. Si caratterizza per la presenza di due “fazioni”, ciascuna con la propria chiesa, che un tempo erano acerrime nemiche fra loro. Il centro della cittadina è piazza Garibaldi, sulla quale si affaccia la cattedrale di San Nicolò, a cui si accede da un elegante portale. È molto ricca di opere d’arte, fra cui preziose tele secentesche e un coro in legno dello stesso secolo. Da vedere anche le chiese di Santa Maria Maggiore (notevole la “cona”, un’icona di marmo a ben sei livelli) e dei Cappuccini.
Piazza ArmerinaSorse nel XII secolo, dopo che Guglielmo I distrusse l’antico insediamento, colpevole di aver ospitato alcuni baroni ribelli. Custodisce numerosi monumenti normanno - aragonesi, chiese e monumenti barocchi. Ricordiamo il duomo del XVIII secolo (nella foto), le chiese di Sant’Ignazio e di San Pietro, secentesche, il palazzo Trigona della Foresta. Poco lontano la celeberrima Villa del Casale, ornata di meravigliosi mosaici del III - IV secolo, il più importante documento della civiltà romana in Sicilia. In agosto vi si svolge il pittoresco Palio dei Normanni.
Sperlinga
Su uno sperone roccioso abitato fin dalla preistoria, come testimonia la presenza di grotte artificiali ancora oggi visibili, vanta un bellissimo castello in parte scavato nella roccia (nella foto). L’antica fortezza si distribuisce su diversi livelli, dalla cima si ammira un vasto panorama a 360° sul territorio circostante fino all’Etna.