Alla morte di Gelone, il potere passò al fratello Ierone, protettore delle lettere e delle arti (accolse alla propria corte -fra gli altri- Eschilo e Pindaro), accorto stratega e abile uomo politico, alla cui morte successe il fratello Trasibulo, cacciato dal popolo nel 466 e sostituito da un governo democratico. La crescente potenza di Siracusa disturbava Atene, e nel 415 le due polis vennero a guerra e la vittoria arrise infine ai Siracusani, al termine di una battaglia navale fra le più grandiose dell’antichità.
Poi Siracusa si trovò a dover fronteggiare i Cartaginesi. Il governo fu affidato nuovamente ad un solo uomo, Dionisio, il quale, conclusa la pace con Cartagine, si dedicò alla costruzione di grandi opere. I suoi successori, però, non furono in grado di imitare la grandezza di questo tiranno. Da allora Siracusa decadde e fu distrutta ripetutamente dai terremoti. Riebbe nuova importanza solo nel nostro secolo grazie alla posizione geografica e al suo porto.
Il centro di Ortigia, cuore antico di Siracusa, può considerarsi la Piazza Pancali, all’estremità del ponte che unisce l’isolotto alla terraferma. Poco distante, nel Largo XXV Luglio, si possono vedere le rovine dell’imponente Tempio di Apollo o di Artemide, risalente alla fine del VII secolo a.C. e dunque il più antico dei grandi templi greci in Sicilia. Nel corso dei secoli fu trasformato successivamente in chiesa bizantina, moschea, basilica normanna, e di tutte queste successive costruzioni si sono rinvenute tracce nel corso della campagna di scavi.
La Piazza Duomo occupa un’antica area sacra dove forse sorgeva il grandioso tempio di Atena, opera celebrata da Cicerone per la sua magnificenza. Per averne un’idea, basti pensare che le sue porte erano d’oro e d’avorio. Sulla sua cima risplendeva lo scudo dorato di Atena che guidava i naviganti. Il tempio, poi, venne trasformato in chiesa cristiana, più tardi proclamata Cattedrale.

Non lontano dalla Piazza Duomo, in un’altra grande piazza prospiciente il mare, si trova la Fonte Aretusea: narra la leggenda che la ninfa Aretusa, per sfuggire all’amore impetuoso di Alfeo, si gettò in mare. La dea Artemide, impietosita, la trasformò quindi in una sorgente che riapparve al di qua del mare di Ortigia. Alfeo fu a sua volta mutato in fiume, ma tutto questo non fu sufficiente a tenerlo lontano dall’amata ninfa. Le sue acque, infatti, attraversarono addirittura il mare per sgorgare prorompenti in una polla d’acqua a breve distanza dalla fonte Aretusa.
Nella vicina Capodieci si trova il Palazzo Bellomo, costruzione di origine duecentesca, rimaneggiata nel XV secolo, nel quale è oggi allocato il Museo Nazionale. Ospita tra l’altro la dolcissima “Annunciazione” di Antonello da Messina. Sul lungomare di Ortigia si eleva l’imponente castello Maniace, oggi incorporato in una caserma, edificato per volere di Federico II intorno al 1239. Altri importanti edifici religiosi sono poi la grande Chiesa del Collegio (XVII secolo) e di S. Maria dei Miracoli.
Inoltre, sulla terraferma, il Santuario della Madonna delle Lacrime e la chiesa di Santa Lucia, sorta forse in epoca bizantina nel luogo in cui si pensa che la santa subì il martirio. Riedificata in epoca normanna e rimaneggiata al principio e alla fine del ‘600, custodisce al proprio interno una magnifica tela del Caravaggio raffigurante il “Seppellimento di Santa Lucia” (1609). Il Parco Monumentale della Neapolis comprende al proprio interno la maggioranza dei monumenti greci e romani di Siracusa. Come la Latomia del Paradiso nella quale si apre l’Orecchio di Dionisio, una grande grotta artificiale in cui leggenda vuole che il tiranno, appostato presso una sua apertura, ascoltasse ogni parola dei prigionieri ivi rinchiusi. Più oltre, infine, le più piccole Latomie dell’Intagliatella e S.Venera. Sulla sinistra dell'Orecchio di Dionisio si apre il grande ventaglio del Teatro Greco, la più perfetta espressione di architettura teatrale giunta fino a noi ed uno dei più grandi del mondo greco (138,60 metri di diametro). Se ne hanno notizie fin dal V secolo a.C., epoca in cui Siracusa si era già imposta quale uno dei centri più importanti del Mediterraneo. Nella forma in cui lo possiamo ammirare è probabilmente sorto nel II secolo a.C. sotto il regno di Ierone II un gigantesco altare lungo quasi 200 metri sul quale si svolgevano i pubblici sacrifici della città. Poco lontane, le vestigia dell’Anfiteatro Romano, risalente al III o al IV secolo d.C. È di forma ellittica con i diametri esterni di 140 e 119 metri, di poco inferiore dunque all’Arena di Verona.
A partire dal 1526 gli Spagnoli iniziarono una sistematica spoliazione dei monumenti della Neapoli per la costruzione di fortificazioni ad Ortigia, arrecando ovviamente grave danno alle strutture che probabilmente all’epoca erano ben conservate. I monumenti furono riportati alla luce nel corso di campagne di scavi successive a partire dal XIX secolo. Interessantissima è infine la visita al Castello Eurialo, nel quartiere dell’Epipoli. Fatto costruire da Dionisio al principio del V secolo a.C., è uno dei più interessanti complessi militari dell’antico mondo greco.