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 Presepi siciliani

Territorio




Grandi e piccoli, viventi e artistici,
antichi e moderni: i presepi siciliani
sono un appuntamento da non perdere
con la tradizione e la religiosità di un popolo.

 Il presepe vivente di Mineo

Da principio sembrava l’idea balzana di due fantasiosi giovanotti alla ricerca di un hobby: ripulire una grotta abbandonata da anni per allestirvi un presepe non era esattamente il più comune dei passatempi. Specie se si considerava che la grotta in questione, dopo essere stata abitata per qualche decennio da una numerosa famiglia, versava adesso nel più totale sfacelo. Beppe e Angelo, però, non erano tipi da farsi scoraggiare e, con il consenso e la collaborazione attiva di una dozzina di compaesani di Custonaci, del parroco Don Vanella e del farmacista, Tanino Battiata, si misero al lavoro. Eliminati sterpi e letame che testimoniavano dell’utilizzo della grotta come ovile, sporcizia, ragnatele grandi come lenzuoli, detriti di ogni sorta, i volenterosi giovanotti videro riemergere un intero borghetto, fatto di casette in pietra, stalle e ripari, con tanto di stradina acciottolata a collegare fra loro le varie costruzioni. La famiglia Mangiapane, che aveva vissuto a lungo nelle grotta di Scurati, non si era fatta mancare niente. Quel Natale del 1982 il presepe vivente andò in scena con cinque figuranti, la Sacra Famiglia e un paio di pastorelli, ma ebbe tale e tanta fortuna che venne replicato anche l’anno seguente, e quello dopo ancora, con un numero crescente di personaggi. Via via si aggiunsero la massaia e il contadino, il casaro e il vasaio, il fornaio e la tessitrice, e tanti altri ancora. Col trascorrere degli anni, il presepe vivente di Custonaci (25 - 26 dicembre e dal 5 all’8 gennaio, ore 16 - 21, ingresso 5 euro, comprensivo di degustazione di pane cunzato e cannoli; info 0923 973553 - 971029) è diventato uno degli appuntamenti più importanti per il periodo natalizio in Sicilia, una rievocazione storica precisa e ricca di colore della vita rurale nell’Isola al principio del secolo scorso. Tutti gli abitanti di Custonaci vi partecipano, in un modo o nell’altro: chi facendo il figurante, chi fornendo vecchi costumi rinvenuti sul fondo delle cassapanche in soffitta, chi istruendo i giovani nell’esecuzione di antiche tecniche artigianali. La peculiarità del presepe di Custonaci, infatti, è quella che nessuno finge: tutti i presenti lavorano davvero, chi facendo la pasta, chi il formaggio, chi cardando la lana. Per qualche giorno ci si immerge nel proprio passato, nel passato della Sicilia. La riproposizione degli ambienti e delle attività della Sicilia rurale è il leit motiv di un po’ tutti i presepi viventi - e non solo - che animano la nostra regione fra la fine di dicembre e il principio di gennaio. Quasi non v’è paese che, disponendo di un centro storico ancora intatto nel suo aspetto antico, non lo utilizzi per allestire un presepe.

  Il presepe vivente di Sutera  Il presepe vivente di Sutera

È il caso di Sutera, ad esempio, minuscolo paese in provincia di Caltanissetta: l’abitato si dispone ai piedi di uno spuntone roccioso dalla curiosa forma, sormontato dal santuario dedicato al patrono San Paolino. L’integrità del più antico quartiere si coglie soprattutto da lassù, quando con uno sguardo si può abbracciare il panorama sui tetti in cotto che s’addossano gli uni agli altri, le case separate da un intreccio di stradine strette e tortuose, tangibile memoria del passato saraceno di questo luogo. Qui vengono allestite circa trenta “scene”, con un centinaio di figuranti in costumi antichi che dimostrano dal vivo alcune delle attività di ogni giorno dei contadini e degli artigiani di una volta. Lungo l’itinerario che, dipartendosi dalla Chiesa Madre di Sutera, conduce alla grotta della Natività, non mancano i banchetti presso i quali i visitatori possono gustare le specialità gastronomiche del luogo, dalla tipica minestra di fave, il maccu, alla ricotta fresca e al miele (25 - 26, 29 - 30 dicembre, 1 e 5 - 7 gennaio, ore 17 - 22; ingresso 5 euro, comprensivo di degustazioni; info 0934 954929). Sutera si considera “città - presepe”, ma non è l’esclusiva detentrice di questo titolo: anche Caltabellotta, un pugno di case in cima ad una rocca in provincia di Agrigento, durante il periodo natalizio si trasforma tutta quanta in un presepe. Qui i tableaux vivants del mondo rurale vengono disposti lungo una via stretta e tortuosa, intitolata a San Francesco, che corre addossata a una parete rocciosa sforacchiata da grotte e che consente di creare un itinerario “obbligato” fino all’antro in cui viene sistemata la Sacra Famiglia. Poiché la zona è particolarmente vocata alla produzione di olio d’oliva, la manifestazione viene legata a una vera e propria sagra di prodotti tipici, con la possibilità di assaggiare e acquistare l’olio, il pane, i formaggi, gli ortaggi e quant’altro (26 - 27 dicembre e 5 - 6 gennaio, a partire dalle 17; ingresso libero; info 0925 951013).
Da un capo all’altro della Sicilia, ci spostiamo in provincia di Catania, per segnalare le attività natalizie di Mineo, grosso centro agricolo a sud-ovest dal capoluogo: “Natale nei vicoli”, giunto alla sua decima edizione, porta nel paese di Luigi Capuana, fra i padri del Verismo, una quantità di presepi artistici che, allestiti da privati cittadini, fanno a gara fra loro per aggiudicarsi il riconoscimento finale di una giuria. Oltre all’apprezzamento del pubblico, ovviamente, che può visitarli spostandosi di casa in casa nel dedalo di viuzze che compone il centro storico menenino. In alcuni giorni del periodo natalizio viene allestito inoltre un presepe vivente, ma in questo caso non viene ricreato l’ambiente contadino siciliano, bensì un immaginario villaggio mediorientale, una “copia” di Betlemme nell’anno zero. Lo spazio scelto è quello del Castello Ducezio, vale a dire il luogo in cui secondo la tradizione sorgeva nel V secolo a.C. la roccaforte dell’omonimo re dei Siculi. “Natale nei vicoli” è arricchito da alcune mostre, fra cui una “a tema” dedicata ai presepi regionali e una che invece ha per argomento “Il mondo di Giovannino Guareschi, ovvero Don Camillo e Peppone”. Inoltre i visitatori possono accedere ai musei locali: la casa di Luigi Capuana, il museo civico C. Tamburini Merlini nonché l’area archeologica e l’antiquarium Rocchicella Palikè. È necessario l’acquisto di un biglietto che, al costo di 2 euro, da diritto anche a ricevere una scheda di voto per esprimere il proprio giudizio sui presepi e un sacchetto con un chilo di arance - una delle principali produzioni della campagna di Mineo (i presepi artistici sono aperti nei giorni 3, 4, 10, 11, 17, 18, 27 e 30 dicembre, 2 e 5 gennaio dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 21; il presepe vivente si svolgerà il 25 - 26 dicembre e a gennaio nei giorni 1, 6, 7 e 8, dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 22. Info 0933 989059).

  Il presepe vivente di Caltagirone  Il presepe artistico di Caltagirone

Pochi chilometri ci separano da Caltagirone, la capitale siciliana della ceramica che in dicembre diventa la capitale dei presepi. Il centro storico calatino, infatti, “trabocca” di presepi, realizzati con i materiali più diversi e nei più svariati formati, seguendo ispirazioni di ogni sorta: dal “classico” in terracotta - che però viene animato, per un tocco unico di originalità (in via Vittorio Emanuele; ingresso a pagamento), al presepe monumentale che i frati cappuccini compongono nel loro convento (ingresso a pagamento); dal “sicilianissimo” presepe dei Paladini di Francia (via Discesa Verdumai; ingresso a pagamento) ai presepi artistici e monumentali che si possono visitare nella chiesa ex Matrice, nella chiesa di San Giorgio e nella cripta della chiesa di San Giuseppe (ingresso libero). E poi presepi di vetro, pane e altro, in miniatura e semoventi, in chiese ed edifici pubblici e privati (apertura continuata; gli ingressi costano da 1 a 2 euro; info 0933 34191). Ce n’è veramente per tutti i gusti, e non manca la versione vivente (quartiere San Giorgio, 26 dicembre, 1 e 6 - 8 gennaio, dalle 17; ingresso a pagamento), che come a Mineo propone la Natività nell’ambientazione della Palestina di 2000 anni fa.
Le manifestazioni natalizie a Caltagirone prevedono altresì la “Carovana dei Magi”, un corteo in costume accompagnato da musica, che attraversa il centro l’8 gennaio (dalle 16), e non mancano i mercatini: nel centro storico sarà allestito il 18 ‘A truvatura, dedicato ad antiquariato, artigianato, collezionismo e anche al Natale, mentre in tutti i fine settimana di dicembre e dal 6 all’8 gennaio largo San Giorgio ospiterà un mercatino natalizio.
Sulle Madonie, e più precisamente a Geraci Siculo, si può visitare, e non soltanto nel periodo natalizio, la Casa Museo del Presepe. Si tratta dell’allestimento della vastissima collezione privata di Vincenzo Piccione, appassionato presepista e presidente dell’opera internazionale Praesepium (associazione che si occupa di promuovere la cultura presepistica anche attraverso l’organizzazione di eventi quali il premio per il miglior presepe e un congresso annuale - quest’anno a Siracusa dal 9 all’11 dicembre). Al piano nobile della propria dimora, Piccione ha disposto i suoi presepi, oltre mille differenti provenienti da ogni parte del mondo (viale Europa, 15; visite su prenotazione, chiamando 0921 643114, ingresso a offerta libera). Dal 10 dicembre, a qualche chilometro da qui, il comitato “Petralilium in praesepio” aprirà al pubblico il proprio presepe ambientato fra i monumenti, le strade e le case di Petralia Sottana. Si potranno vedere, perfettamente riprodotti in miniatura fin nel più piccolo dettaglio, gli scorci più belli del delizioso paese e, fra le altre, la Chiesa Madre e quella di San Francesco, la Chiesa della Misericordia e il convento dei Padri Riformati (via Roma, fino all’11 gennaio; aperto nei giorni feriali dalle 17.30 alle 20, festivi dalle 10.30 alle 13 e dalle 17.30 alle 20; apertura straordinaria tutto l’anno per i turisti, su prenotazione). Da una catena montuosa a un’altra: anche sui Nebrodi il periodo natalizio è scandito dallo svolgimento di manifestazioni tradizionali. Fra gli altri segnaliamo le novene di Natale, alle quali si può assistere nei piccoli paesi di Longi e San Marco d’Alunzio. In entrambe queste località si inizia nella notte del 16 dicembre e si va avanti fino al 24. A Longi (paese che accoglie anche diversi presepi artistici) il gruppo dei cantori è composto soprattutto da giovani che per tutte le nove notti percorrono i quartieri cantando nenie tramandate di padre in figlio; a San Marco la banda intona le carole di Natale a partire dalle 3 del mattino, richiamando i fedeli che si recano nella Chiesa Madre per assistere alla messa che si celebra ogni mattina alle 5. Alla fine di quest’ultima si canta tutti insieme la ninna nanna a Gesù Bambino, risalente al 1761.


Nota:

foto
Paolo Barone - Rosaria Lamantina, Giovanni Ruvolo - Andrea Annaloro

pubblicato su Sikania - Numero 230 Dicembre 2005



 
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