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 Sicilia terra di cinema

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Visitare l'Isola attraverso i set cinematografici


 

Quello dei “luoghi di Montalbano” è stato un vero e proprio fenomeno: viaggiatori d’ogni età e provenienza sono giunti nella provincia di Ragusa per ritrovare, fra i bianchi tavolati iblei, le coste sabbiose e gli splendori barocchi, i siti che nella fiction televisiva hanno visto le gesta dell’amato commissario di polizia nato dalla fantasia di Andrea Camilleri. La piazza di Ibla, con le sue quinte eleganti e la scenografica cattedrale di San Giorgio; la vecchia fabbrica di laterizi del Pisciotto e il castello di Donnafugata; il centro storico di Scicli e la “casa” del commissario, oggi Bed&Breakfast, sono stati meta di un vero e proprio pellegrinaggio. Ancora oggi, anche se un po’ ridimensionato nei numeri (fino alle prossime repliche!) il viaggio alla ricerca dei luoghi del commissario è intrapreso da molti fan.
Viaggiare sulle orme dei propri beniamini, in effetti, non è una novità, anche se con i luoghi di Montalbano ha raggiunto dimensioni ragguardevoli, e la Sicilia, da questo punto di vista, si afferma come destinazione privilegiata: è da diversi decenni che i suoi paesaggi - urbani, campestri, artistici, marini - offrono le proprie suggestioni a registi di mezzo mondo. Così vogliamo proporvi un “viaggio” alla ricerca delle location più belle, seguendo il fil rouge dei più bei film che vi sono stati girati.
In questo numero vi presenteremo la Sicilia occidentale.
 

Salvatore Giuliano
1962
Regia di Francesco Rosi
Con Frank Wolff, Salvo Randone

Il film ricostruisce la vita del famoso bandito siciliano del secondo dopoguerra, presentando, come in un documentario, l'intreccio misterioso e mai compiutamente risolto fra politica, mafia, banditismo e movimento separatista.
L'ambientazione del film è quella che, nella realtà, vide lo svolgersi delle vicende: le case, i vicoli e le piazze di Montelepre, il paese in cui Giuliano nacque nel 1920; le montagne e i villaggi della valle dello Jato, da San Giuseppe a Partinico, che furono il suo regno; Castelvetrano, dove il bandito trascorse gli ultimi mesi della sua vita fino a quando fu assassinato. Un’eccellente fotografia rende pienamente la bellezza malinconica dei luoghi.


Sedotta e abbandonata
1964 Regia di Pietro Germi
Con Lando Buzzanca, Stefania Sandrelli

Una commedia capolavoro per narrare la grottesca vicenda di una bella ragazza che viene, appunto, sedotta e abbandonata. Incapace di rassegnarsi al torto subito, denuncia il giovane seduttore. La vicenda finisce sulla bocca di tutti e i due, pur recalcitranti, vengono costretti a un matrimonio riparatore.
La pungente satira della società siciliana, in cui salvare l'onore sembra essere la cosa più importante, è stata ambientata a Sciacca. Tante le location scelte, da piazza Noceto a via Incisa, sulla quale si apre la Chiesa di Santa Margherita, dal bel portale gotico-rinascimentale.
Da vedere anche il palazzo Steripinto, il Duomo e il Palazzo Scaglione, che ospita un interessante museo multidisciplinare.


Il Gattopardo
1963
Regia di Luchino Visconti
Con  Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon
 
Ispirato dall'omonimo, fortunatissimo romanzo di Tomasi di Lampedusa, il film ripercorre la storia italiana e siciliana in particolare, attraverso le vicende della famiglia del principe di Salina. Il protagonista (impersonato da Burt Lancaster) si trova ad affrontare gli sconvolgimenti legati all'arrivo dei garibaldini in Sicilia e il rapido cambiamento della società a cui è intimamente legato.
La memorabile scena del valzer del principe con la bella Angelica, è stato girato nel magnifico salone delle feste di Palazzo Gangi, a Palermo. La città e la sua provincia sono stati ampiamente utilizzati per la realizzazione delle varie scene, fra cui alcune memorabili battaglie. Da piazza Rivoluzione a piazza della Vittoria, passando per la Kalsa e la zona di Casa Professa. La residenza del principe è stata ricreata nella bella villa Boscogrande, una delle dimore settecentesche che costellano la Piana dei Colli, zona che un tempo ospitava la villeggiatura delle famiglie dell'aristocrazia cittadina. La sequenza del viaggio in carrozza verso Donnafugata offrì al regista la possibilità di girare nei bellissimi scenari della campagna siciliana - e furono scelte le zone intorno a Piana degli Albanesi - mentre, per ricreare il paese di Donnafugata, vennero scelti pittoreschi scorci dell'abitato di Ciminna.
Seguire i set de "Il gattopardo", dunque, consente di conoscere aspetti anche molto diversi della Sicilia, dalla magnificenza dei palazzi aristocratici ai quartieri più reconditi della vecchia Palermo, fino alla campagna, a volte dolce e ubertosa, altre folgorata dal sole.


A ciascuno il suo
1967 Regia di Elio Petri
Con Gian Maria Volontè, Irene Papas

Ispirato a un’opera di Leonardo Sciascia, il film narra la vicenda di un professore il quale, in quello che sembra un delitto passionale, scopre lo zampino della mafia.
Buona parte delle scene fu girata a Cefalù: si riconoscono il bellissimo duomo normanno, ai piedi della Rocca, la farmacia Cirincione su Corso Ruggero, la lunga strada principale che attraversa il centro storico, il cortile del monastero di Santa Caterina.
Sebbene nel film non siano presenti, una volta a Cefalù si possono visitare anche il lavatoio medievale, intatto nel suo aspetto originario, l'Osterio Magno e il Museo Mandralisca, dove è custodito il prezioso "Ritratto d'Ignoto" di Antonello da Messina.
Per la scena della battuta di caccia, il regista scelse le campagne intorno a Finale di Pollina.


Il giorno della civetta
1968 Regia di Damiano Damiani
Con Claudia Cardinale, Franco Nero

Ancora un romanzo di Sciascia fornisce l'ispirazione per questo film: un costruttore edile viene ucciso e la mafia vuole che il delitto venga liquidato come un omicidio passionale. Il capitano dei carabinieri Bellodi, invece, indaga a fondo e trova le prove per incastrare gli esecutori del delitto e il loro mandante, il boss mafioso Mariano Arena.
Questa volta siamo nel paese di Partitico, pochi chilometri a occidente di Palermo: qui, su piazza duomo e corso dei Mille, fu girata gran parte delle scene.
Partitico è un grosso centro agricolo che fonda la propria economia soprattutto sulla coltivazione di vigneti e oliveti. Il suo monumento più importante è la settecentesca Chiesa Madre.


Nuovo cinema Paradiso
1988
Regia di Giuseppe Tornatore
Con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Leo Gullotta

La storia di un cinema di paese che, negli anni Quaranta e Cinquanta, era ritrovo preferito di un intero paese, viene rievocata da un affermato regista che, all’epoca, era un bambino, allievo del proiezionista.
Il paese, Giancaldo, frutto dell’immaginazione di Tornatore, prese le sembianze di Palazzo Adriano, nel cuore della provincia di Palermo: la bella piazza Umberto I, con al centro una pittoresca fontana secentesca di acqua freschissima, ospitò numerose riprese. In questa cittadina di fondazione quattrocentesca si visitano, proprio sulla piazza, due belle chiese: la Madonna Assunta e la Madonna del Lume.
Nel film si riconoscono in effetti anche altri luoghi, e in particolare alcuni scorci di castelbuono, importante centro delle Madonie, con il suo castello medievale. Da vedere altresì la Matrice Vecchia, una chiesa realizzata fra il Trecento e il Quattrocento, e il museo naturalistico Minà Palumbo, nell'ex convento di Santa Venera, nel quale attraverso collezioni di minerali, fossili, animali imbalsamati e altro, viene presentato il ricco ambiente naturale delle montagne. Nel porticciolo di Cefalù, infine, Tornatore ambientò le proiezioni del cinema estivo all'aperto.


Tano da morire
1997
Regia: Roberta Torre

Un grottesco musical per ridere della mafia: La storia prende le mosse dalla morte del boss Tano Guarrasi, ucciso da un killer in una macelleria. La sua scomparsa è pianta, ma non troppo, dai familiari e da quanti gli erano sottomessi, finalmente liberi dalla sua minacciosa presenza.
Accanto agli attori in carne e ossa, il protagonista del film è il chiassoso e colorato mercato popolare palermitano della Vucciria, uno dei luoghi più pittoreschi e autentici della città, che si sta cercando il più possibile di recuperare, negli ultimi tempi, per ridare a Palermo un po’ della sua originaria identità.


Placido Rizzotto
2000
Regia di Pasquale Scimeca
Con Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese

Il giovane Placido, tornato in Sicilia dopo la seconda guerra mondiale, non riesce ad assistere inerte ai soprusi e alle violenze che latifondisti e mafiosi esercitano nei confronti di contadini, braccianti e altri sfortunati lavoratori. Si pone così a capo del movimento sindacale
La vicenda storica a cui il regista si è ispirato si svolse a Corleone, ma il film ha come quinte la piccola Isnello, un borgo delle Madonie di nemmeno duemila abitanti. Il centro è la piazza Mazzini su cui prospetta la Chiesa Madre, di fondazione quattrocentesca ma notevolmente trasformata, e da cui si diparte il corso principale, intitolato a Vittorio Emanuele. Da vedere anche, nel quartiere Terravecchia, che è il più antico, la chiesetta medievale di San Michele. Altri edifici religiosi di rilievo sono la chiesa del Rosario, quella di Santa Maria Maggiore decorata con stucchi barocchi e quella dell'Annunziata.


I cento passi
2000
Regia di Marco Tullio Giordana
Con Luigi Lo Cascio, Luigi Burruano

Il film ricostruisce la vicenda di Peppino Impastato, nato a Cinisi a cento passi dalla casa di Tano Badalamenti, potente capomafia di cui il padre di Peppino era parente e gregario. Il giovane Peppino, sordo a richiami e ammonimenti, si ribellò allo strapotere di Badalamenti e per questo, nel 1978, fu ucciso.
Il set è stato ricostruito nei luoghi in cui le vicende si sono svolte veramente, a Cinisi: si riconoscono così il corso Umberto e la piazza Vittorio Emanuele Orlando, la piazza Stazione.


Troupe itineranti
Per seguire le location de L'uomo delle stelle, girato nel 1995 da Giuseppe Tornatore (con Sergio Castellitto, Tiziana Lodato, Leo Gullotta, Tony Sperandeo) bisogna spostarsi da un capo all’altro della Sicilia. Quasi ricalcando lo schema girovago del film (la storia di un imbroglione, Joe Morelli, che, nel secondo dopoguerra percorre la Sicilia con uno sgangherato furgoncino, offrendo ai paesani la possibilità di fare, dietro pagamento, un provino per una fantomatica società cinematografica) la troupe viaggiò molto. Si riconoscono la piazza Sant'Antonio di Monterosso Almo, antico paese nel cuore dei Monti Iblei e il Circolo della Conversazione di Ragusa Ibla; Gangi Vecchio, antico convento benedettino alle porte dell'abitato di Gangi, sulle Madonie, e la "balata" del piccolo borgo di pescatori Marzamemi; la contrada campestre di Casalgiordano, ancora sulle Madonie, nei pressi delle Petralie;  le Grotte della Gurfa, insediamento rupestre in territorio di Alia (Pa), l'area archeologia di Morgantina e i ruderi della città di Poggioreale, distrutta dal terremoto del 1968 e oggi scenografica quinta per numerose riprese cinematografiche.
Anche Francis Ford Coppola, per le tre puntate del Padrino (1972, 1974 e 1990, con Marlon Brando, Robert Duvall, Al Pacino, Robert De Niro) scelse una quantità di location da affiancare a quelle negli Stati Uniti:
la storia di Don Vito Corleone, emigrato dalla Sicilia in America e diventato un importante boss della mafia locale (i tre film seguono l'ascesa e la caduta della sua famiglia) si svolge, per la parte siciliana, in diverse località. A Forza d'Agrò (Messina), sui Monti Peloritani, che nella fiction diventa Corleone: si riconoscono 
la piazza centrale con la chiesa della Santissima Annunziata, la piazzetta della SS. Trinità, il belvedere che s'apre sulla costa jonica.Nella vicina Savoca, invece, si trova il bar Vitelli.
Un'altra importante location, utilizzata in tutti e tre gli episodi, è il Castello degli Schiavi, una costruzione settecentesca a un paio di chilometri da Fiumefreddo di Sicilia, che nella finzione diventa la villa di un vecchio amico di famiglia dei Corleone, Don Tommasino. Infine, alcune scene del Padrino parte III sono state girate a Palermo e in particolare nella Villa Malfitano (la prestigiosa residenza della famiglia Whitaker che la fece costruire nel 1889, e che oggi ospita la fondazione a essi intitolata) e sulla scalinata dell'ottocentesco Teatro Massimo.



 
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