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 Sicilia terra di cinema II

Territorio
Visitare l’Isola attraverso i set cinematografici



 

 Vendicari, la tonnara

Il nostro viaggio prosegue, una pellicola via l’altra, nella Sicilia orientale, fra la terra nera dell’Etna e il candore delle cave iblee, fra scenografie barocche e spiagge di sabbie infinite, visitando piccoli borghi accoccolati fra bassi monti o in riva al mare.

Il bell’Antonio
1960 regia di Mauro Bolognini
con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale

Dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, il film narra la vicenda del catanese Antonio Magnano, noto dongiovanni la cui fama cela tuttavia un problema d’impotenza. Nella primavera del 2005, la RAI ha trasmesso una fiction ugualmente basata sullo stesso romanzo, anch’essa ambientata a Catania. Catania fa da scenario alla vicenda e della città si riconoscono numerosi scorci: la piazza Duomo, con la grande chiesa intitolata alla patrona Sant’Agata, la fontana dell’Anemano e quella settecentesca dell’Elefante, con il pachiderma in pietra lavica (‘u liotru) che è stato scelto come simbolo del capoluogo etneo, è il cuore della città e del film, insieme alla vicina via Crociferi. Quest’ultima, che è considerata uno dei luoghi più importanti del barocco catanese, si caratterizza per la presenza di numerosi conventi e chiese, che, gli uni accanto alle altre, compongono la strada (da vedere le chiese di San Benedetto e di San Francesco Borgia). La casa di Antonio Magnano s’affaccia sulla centrale via Vittorio Emanuele II, l’arteria che, per tutto il Settecento, fu la più lunga e rappresentativa di Catania e tuttora è caratterizzata da un’ininterrotta cortina di palazzi aristocratici e conventi. Il matrimonio fra Antonio e Barbara, infine, viene celebrato nella chiesa di San Nicolò l’Arena in piazza Dante, una costruzione imponente dalla facciata incompiuta, alla cui sinistra si trova l’altrettanto imponente convento dei Padri Benedettini, la cui fama e ricchezza fu eternata da Salvatore De Roberto nel romanzo I Vicerè. Negli ultimi anni, il capoluogo si è segnalato per l’attivo recupero del centro storico, grazie al quale è stato realizzato un gran numero di locali notturni molto frequentati fino alle ore piccole.


Divorzio all’italiana
1962 regia di Pietro Germi
con Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Lando Buzzanca

Il barone Ferdinando Cefalù, follemente innamorato della cugina sedicenne e deciso a sposarla, escogita un piano infallibile per liberarsi della brutta moglie Rosaria sorprendendola in flagranza di tradimento. Il film, con la sua graffiante e spietata satira della società, ebbe grande successo internazionale. Non esiste in realtà alcun paese di Acramonte: le quinte del film sono state create ad arte mettendo insieme strade e piazze di Ragusa Ibla e di Ispica. Di quest’ultima cittadina si riconosce il corso Garibaldi, dove il barone con la moglie passeggiano alla domenica, prima di salire alla Chiesa Madre, dedicata a San Bartolomeo. A Ibla sono stati girati soprattutto interni, ad esempio nel Circolo della Conversazione - i cui saloni sono fra i più richiesti, anche recentemente, per l’intatta atmosfera ottocentesca. Alcune scene, infine, sono state ambientate a Catania, dove avviene l’incontro tra il barone e la bella Angela.


Kaos
1984 regia di Paolo & Vittorio Taviani
con Omero Antonutti, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia

Uno dei migliori prodotti del cinema italiano del secolo scorso, nasce dalla trasposizione cinematografica di quattro novelle di Luigi Pirandello: L’altro figlio, Mal di luna, La giara e Requiem (per la versione televisiva), insieme all’epilogo Colloquio con la madre. Per i set, i fratelli registi scelsero gli Iblei, ambientando le riprese fra città e campagne. Si riconosce il castello di Donnafugata, a Ragusa, che, recentemente restaurato e aperto al pubblico, è un bellissimo esempio di residenza aristocratica, e la piazza Sant’Antonio di Ispica, la pittoresca piazzetta del borgo di Marzamemi e alcune tipiche masserie e trazzere dell’altipiano, la piazza Duomo di Ragusa e il teatro greco di Siracusa. Quest’ ultimo è il principale monumento nell’area archeologica di Siracusa: una volta lì, si possono vedere anche le latomie e l’ara di Ierone, e arricchire la visita con una passeggiata al Museo Archeologico “Paolo Orsi” che ospita i reperti più significativi relativamente alla storia antica della città e della provincia.


Il ladro di bambini
1992 regia di Gianni Amelio
con Enrico Lo Verso, Giuseppe Ieracitano, Valentina Scalici

Dopo l’arresto della madre, accusata di volerla prostituire, la piccola Rosetta lascia Milano insieme al fratello per raggiungere un orfanotrofio di Civitavecchia, in compagnia di un giovane carabiniere, Salvatore. L’istituto però rifiuta di accoglierli, sicché il carabiniere decide di proseguire il viaggio alla ricerca di un’altra sistemazione e così i tre arrivano in Sicilia. Ancora una volta, lo scenario siciliano è quello della costa meridionale e degli Iblei: in molte inquadrature entrano quasi con prepotenza fantastici scorci marini e le lunghe spiagge sabbiose che caratterizzano questo angolo dell’Isola. Un contrappunto straordinario alla carica commovente del film. I tre protagonisti, ad esempio, si fermano a mangiare in una trattoria affacciata sul bellissimo mare di Punta Secca (Ragusa). Ancora, si riconosce Noto, con i monumenti barocchi allineati lungo il corso Vittorio Emanuele, e infine Gela dove, sul piazzale davanti alla scuola di via Venezia, è stata realizzata la scena finale.


Storia di una capinera
1993 regia di Franco Zeffirelli
con Valentina Cortese, John Castle, Vanessa Redgrave

Nella Catania di metà Ottocento, flagellata dal colera, la madre superiora di un convento decide di rimandare a casa alcune novizie, per preservarle dal rischio di essere contagiate. Fra esse la giovane Maria, costretta alla vocazione dalla madre, egoista e crudele, indifferente ai suoi veri desideri e sentimenti. Dal romanzo di Giovanni Verga. Di Catania si riconoscono il magnifico palazzo dei principi Biscari, il Duomo e altri edifici, ma una buona parte del film è stata ambientata sull’Etna: i pittoreschi paesaggi di lava punteggiati di ginestre, le tipiche masserie degli aristocratici e dei ricchi proprietari terrieri costituiscono uno scenario incantevole. Il più alto vulcano d’Europa è una delle principali destinazioni turistiche della Sicilia. È possibile salire con la funivia, dal versante sud, e poi con pulmini fuoristrada fin quasi a quota 3000, a poche centinaia di metri dal cratere centrale. Si possono fare numerose passeggiate di interesse naturalistico - a piedi, a cavallo, in fuoristrada e, in inverno, con gli sci da escursionismo - e vi sono diversi graziosi paesi da visitare, fra i quali Castiglione di Sicilia, Randazzo e Adrano.


Sud
1993 - regia di Gabriele Salvatores - con Francesca Neri, Silvio Orlando

Ciro è disoccupato e senza casa. In occasione delle elezioni, decide di occupare un seggio elettorale di un piccolo paese del Sud, insieme a tre compagni e, senza conoscerne l’identità, prende in ostaggio la figlia del boss politico locale. Quella che voleva essere un’azione dimostrativa, con armi finte, finisce per diventare una faccenda terribilmente seria. Il film è ambientato a Marzamemi, minuscola frazione di Pachino sorta originariamente intorno a una tonnara e oggi diventata soprattutto una località turistica e di villeggiatura. Ma anche, molto spesso, set di film di squisita ambientazione mediterranea. Le riprese coinvolgono perlopiù il nucleo più antico del borgo, una piazzetta circondata da basse case su cui prospetta una pittoresca chiesetta. Da qualche anno, quasi a “consacrare” la sua valenza cinematografica, Marzamemi ospita un “Festival del cinema di frontiera” (luglio).


Marianna Ucria
1988 regia di Roberto Faenza
con Emmanuelle Laborit, Roberto Herlitzka, Philippe Noiret

Ispirato al romanzo di Dacia Maraini La lunga vita di Marianna Ucria, il film narra la vicenda della nobile Marianna, data in sposa a un vecchio zio, lo stesso che, quando aveva appena cinque anni, l’aveva violentata, traumatizzandola a tal punto da farle perdere la voce. Pur essendo ambientato a Palermo, come del resto il libro della Maraini, in realtà il film fu girato in molte altre località. In apertura si vede in effetti la carrozza della famiglia Ucria attraversare Porta Nuova, il monumentale accesso al corso Vittorio Emanuele di Palermo, ma subito dopo si riconosce la bellissima piazza Duomo di Siracusa. Il set principale, poi, venne allestito nella villa Fegotto, una tipica masseria di campagna degli Iblei che si trova in territorio di Chiaramente Gulfi, paesello nel quale, fra l’altro, vale la pena visitare alcuni musei: dell’Olio, Ornitologico, degli Strumenti Musicali, la Casa-Museo Liberty e la Pinacoteca De Vita (tutti in palazzo Montesano), dello Sfilato, in via San Giovanni, dei Cimeli Storici e di Arte Sacra, entrambi in piazza Duomo. Alcune riprese, poi, sono state effettuate nella magnifica riserva naturale di Vendicari, un’ampia zona costiera protetta, in territorio di Noto, molto frequentata dagli uccelli migratori.


Malena
2000 regia di Giuseppe Tornatore
con Monica Bellucci, Giuseppe Sulfaro, Luciano Federico

Rimasta sola dopo la partenza del marito per la guerra (il film è ambientato durante gli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale), Malena, la bellissima del paese, riceve la notizia della morte di lui ed è spinta sulla via della prostituzione. La sua vicenda vive attraverso gli occhi di un ragazzo, Renato, innamorato - come tanti - di lei. La bellissima Malena fa le sue passeggiate nell’elegante cornice di piazza Duomo, cuore del centro storico di Siracusa, sull’isola di Ortigia. Questa zona, con i suoi monumenti barocchi, le vestigia della città greca, i locali eleganti e il gradevole lungomare, è stata utilizzata per molte scene. Grazie al recupero ancora in corso di edifici pubblici e privati, il quartiere sta riprendendo pian piano l’aspetto originario ed è tutto da scoprire passeggiando a piedi. Come da sua abitudine, Tornatore ha girato diverse località siciliane per trovare sempre la scena perfetta: così riconosciamo la bella via Nicolaci di Noto, mentre per le riprese aeree del paese il regista ha scelto Scicli, in provincia di Ragusa, una delle principali cittadine barocche della nostra regione. Ancora, vi sono scorci di Catania mentre la scogliera che compare nel film è quella di Scala dei Turchi, nei pressi di Agrigento, una particolarissima falesia di gesso candido che precipita con larghi gradoni verso il mare.
(testo > maria cristina castellucci; foto > hanne cartsensen)



 
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