Viaggi incantati tra arte e natura
Santa Margherita di Belìce è ormai riconosciuta internazionalmente come la città del Gattopardo. Infatti, sul filo della memoria e delle parole di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, visitare Santa Margherita di Belìce significa viaggiare nell'opera letteraria italiana più tradotta del '900.
Visitare Santa Margherita di Belìce non è una semplice escursione turistica, ma un'emozione sentimentale fatta di profumi, immagini e ricordi, quei ricordi della città belicina che il Tomasi definì “il paradiso terrestre e perduto della mia infanzia” e che ispirarono la stesura de “I Racconti” e de “Il Gattopardo”. Due opere letterarie di respiro internazionale che contengono la descrizione dei personaggi e dell'ambiente amati dallo scrittore e che furono mete di gite deliziose della sua infanzia: Misilbesi, Dragonara e Madonna delle Grazie.
Nella preistoria la zona ospitò i Sicani, poi i Greci e i Romani. Gli Arabi fondarono in questa zona il casale di Manzil-Sindi (dal nome di un loro condottiero, Muhammed-ibi-as-Sindi).
Successivamente i Normanni, e in particolare Roberto Malcovenant, sostituirono la moschea con una chiesa, dedicata a Santa Margherita (in seguito intitolata a San Calogero) da cui il nome del feudo.
Nel 1572 il barone Antonio Corbera, antenato dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, principiò la costruzione del quartiere e della Chiesa di San Vito. La storia del piccolo paese è legata da sempre alla nobile famiglia: fu un Corbera ad indicarne il nome al principio del Seicento e un suo erede, Alessandro Filangeri principe di Cutò, a ordinare la costruzione della Chiesa Madre accanto all'antica torre araba.
I Principi Filangeri diedero insomma impulso al paese, facendone aumentare la popolazione. Tra i Filangeri di Santa Margherita di Belìce si annoverano tre Vicerè di Sicilia: Alessandro I, Alessandro II e Nicolò I il quale, tra il 1812-1813, ospitò nel palazzo di Santa Margherita, per circa tre mesi, il Re Ferdinando, la Regina Maria Carolina (la Donnafugata) e il Principe Leopoldo di Borbone.
Dall'ultima Principessa Filangeri, Beatrice, e dal Principe Lucio Mastrogiovanni Tasca nacque Giuseppe.
Oltre al Palazzo Filangeri di Cutò, la Chiesa Madre, la Villa del Gattopardo e la Villa Comunale, l'attrattiva principale è il Parco del Gattopardo, una struttura museale che ripropone le atmosfere gattopardiane offrendo ai visitatori le stanze con foto, manoscritti, cimeli, proiezioni di filmati sulla vita e l'opera di Tomasi di Lampedusa (Museo del Gattopardo e Stanza delle Cere del Gattopardo).
Inoltre, il Parco offre ai visitatori visite guidate, spettacoli, caffè letterari e degustazioni di prodotti tipici locali. E a proposito di enogastronomia, Santa Margherita di Belìce è rinomata per la sua produzione pregiata del ficodindia, per il vino e per la prelibatezza e l'originalità della vastedda della Valle del Belìce.
Nota:
Pubblicato su Sikania n° 237 Luglio 2006
Testo di Emilia Gatti
Foto di Pucci Scafidi > Salvatore Prestifilippo > Hanne Carstensen