Il parco fluviale dell’Alcantara è un gioiello naturalistico e geologico, da scoprire con tranquille passeggiate lungo i sentieri immersi nel verde ma anche discendendo il fiume fra cascatelle e turbini.

Il comprensorio dell’Etna è un’autentica miniera di attività per gli sportivi e non solo per chi vuole praticare sci o trekking. A ridosso del vulcano, infatti, scorre il fiume Alcantara, dove è possibile praticare alcuni sport fluviali come il body rafting e il canyoning. L’intero corso del fiume è protetto da un parco fluviale, l’unico in Sicilia, esteso 2000 ettari. È stato istituito nel 2001 per tutelare il lungo corso d’acqua che nasce piccolo ruscello nei Nebrodi, nei pressi di Floresta, si fa strada tortuosamente fra i monti e, diventato impetuoso, costeggia l’Etna, prima di gettarsi nel mar Ionio.

Il parco serve a tutelare le ricchezze botaniche, faunistiche, paesaggistiche di una valle creata dall’incessante lavorio dell’acqua nel corso di millenni. Il territorio in cui scorre il fiume, infatti, è un autentico gioiello naturalistico: basti sapere che le sorgenti sono circondate dalle faggete più meridionali d’Europa e che sulle rive del fiume crescono rari esemplari di platani orientale. E poi ci sono le macchie di salice bianco e di Gussone, gli olmi, le querce, il fitto sottobosco che dà rifugio a piccoli mammiferi e uccelli, che, con un po’ di pazienza, si possono osservare.

È anche un gioiello geologico, per via delle particolari formazioni rocciose che il fiume ha creato scorrendo fra le lave delle colate etnee: qui si trovano fra l’altro le caratteristiche e notissime gole, forre laviche dalle pareti a strapiombo variamente modellate in scenografici prismi. Un ambiente unico nel suo genere, spesso scelto anche come location di film fantastici e piece teatrali.

Sul fondo del canyon scorre il fiume, ora allargandosi in pozze appena increspate dalla corrente, ora slanciandosi giù dalle rocce affioranti in turbini e cascatelle. L’accesso alle gole si trova lungo la statale 185, appena prima di Motta Camastra (segnalato). È possibile scendere con un ascensore o a piedi ma anche aggregarsi alle attività proposte, a cominciare proprio dal body rafting, vale a dire una passeggiata un po’ “avventurosa” per poter ammirare da vicino le spettacolari formazioni laviche. In più punti si scende in acqua, nuotando o lasciandosi trasportare dalla corrente. Il percorso è lungo poco più di 2 km, esiste anche una versione più semplice pensata per i bambini.

Del comprensorio del parco fanno parte dodici comuni, dalla famosa Taormina alla severa Castiglione, dalla piccola Motta Camastra alla mondana Giardini Naxos. Una visita in questa zona, dunque, consente di conoscere anche le diverse anime della Sicilia, da quella più turistica a quella dall’atmosfera raccolta che si incontra addentrandosi nella campagna. E di ammirare scenari spettacolari: oltre alle Gole, con la scenografia delle pareti che sembrano scolpite dalla mano sapiente di un artista, ci sono le terrazze coltivate che cercano d’addomesticare la terra nera del vulcano; i cumuli di lava solidificata prese d’assalto da erbe e alberi pervicaci. E l’immenso cono dell’Etna che si staglia, in tutta la sua possanza, contro il cielo limpido dell’autunno inoltrato.

Autore

Maria Cristina Castellucci