Non sono proprio comuni, ma le cascate si trovano anche in Sicilia. E offrono uno spettacolo magnifico (a chi non ha paura di camminare un po’)

Nei pressi dell’abitato di Mistretta, sui monti Nebrodi occidentali, nove cascate d’acqua dolce si rincorrono tra boschi e campagne, tuffandosi da giganteschi strati di quarzarenite e siltite, testimoni questi ultimi delle imponenti forze geologiche che hanno sollevato la più importante catena montuosa siciliana. Nove salti d’acqua di altezza variabile, da pochi metri fino a oltre trenta, che impreziosiscono il rigoglioso Vallone San Martino disegnando un paesaggio più unico che raro per la Sicilia. Procedendo da monte verso valle, sul fianco del boscoso Monte Piano si incontrano la Cascata Argentea, di sei metri d’altezza, la Cascata Pietrebianche, forse la più spettacolare con i suoi 33 metri di salto, il “Salto del Cerbiatto”, di sette metri, e la Cascata Velo di Sposa di 15 metri. Sulla destra idrografica del vallone si trova il doppio salto della Cascata Carrivalli Rosy Grace, di dieci metri, la Cascata Acquasanta, di sei metri, e la Cascata Riscifu o ‘delle Fate’, alta circa 25 metri e chiamata così per via dei particolari giochi di rifrazione che si creano quando la luce del sole colpisce le goccioline d’acqua polverizzate nel salto. Un po’ più a valle si incontrano ancora la Cascata di Ponte Ciddìa (sette metri d’altezza) e il doppio salto della Cascata Cuttufa (circa sei metri). Lungo il corso dei torrenti si possono trovare anche salti d’acqua minori e soprattutto le cosiddette “vornie”, ovvero grandi piscine naturali dov’è possibile fare il bagno.

Come arrivare alle cascate

L’escursione ha uno sviluppo complessivo di otto chilometri e purtroppo non è presente una segnaletica adeguata, per cui non è raccomandato avventurarsi da soli se non si ha alcuna conoscenza del territorio. L’Associazione Trinacria Outdoor, con sede a Mistretta, organizza in compenso escursioni guidate alle nove cascate e nel mistrettese, e propone una serie di itinerari interessanti su Nebrodi e Madonie. Anima dell’Associazione sono Serena Baglione, che con i suoi 20 anni è la più giovane guida d’Italia associata all’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali ed Escursionistiche), e Daniela Cocilovo. «La Valle delle Cascate è una delle mete più incantevoli dei Nebrodi», spiega Serena. «Oltre all’elemento naturale, costituito dalle numerose cascate, la valle conserva i ruderi di antichi mulini con cui si macinava il grano o si lavorava la lana per realizzare gli ‘scappulari’, i tipici mantelli con cappuccio dei contadini locali».

Il trekking organizzato dall’Associazione prevede anche una sosta al Ponte Zu’Pardo, un bellissimo manufatto del Seicento alto circa 20 metri, presso il quale si trova una delle cascate che si tuffa in un’ampia piscina naturale. Un patrimonio naturale e culturale che i numerosi membri dell’Associazione “Valle delle Cascate” stanno promuovendo da un po’ di anni e dal quale scaturisce il libro “Valle delle Cascate – il volto sconosciuto di Mistretta” di Filippo Giordano. I corsi d’acqua sono a regime torrentizio, per cui è soprattutto tra novembre e giugno che si possono ammirare le cascate. «Quest’anno ha piovuto meno rispetto agli anni scorsi», conclude la giovane guida Serena Baglione, «tuttavia in queste settimane c’è acqua a sufficienza, lo spettacolo è assicurato».

Autore

Andrea Di Piazza